San Giovanni Rotondo (FG): Fiaccolata per Casa Sollievo della Sofferenza tremila in marcia contro il cambio di contratto
SAN GIOVANNI ROTONDO – Tremila persone hanno sfilato questa sera per le strade di San Giovanni Rotondo in una fiaccolata silenziosa ma carica di significato, per sostenere il personale di Casa Sollievo della Sofferenza e manifestare dissenso rispetto alla decisione della Direzione generale dell’ospedale di applicare il contratto della sanità privata al posto di quello pubblico.
Il corteo è partito dal Comune e ha raggiunto l’ospedale, simbolo non solo della sanità locale ma dell’intero territorio. In testa alla manifestazione hanno marciato sindaci e rappresentanti istituzionali, affiancati da cittadini, operatori sanitari, famiglie e lavoratori del comparto, uniti dalla preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali della scelta annunciata dalla governance della struttura.
Secondo i sindacati dei medici e del comparto sanitario, il passaggio dal contratto pubblico a quello privato comporterebbe un peggioramento delle condizioni di lavoro, sia dal punto di vista economico sia in termini di tutele. Una decisione che ha acceso un forte conflitto sindacale e che, nelle ultime settimane, ha alimentato un clima di crescente tensione.
A rendere il quadro ancora più critico è l’annuncio dell’imminente avvio dei decreti ingiuntivi che riguarderanno centinaia di lavoratori. Un passaggio che, spiegano le organizzazioni sindacali, rischia di aggravare ulteriormente la situazione, incidendo direttamente sulle buste paga e sulla serenità di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali all’interno dell’ospedale.
Durante la fiaccolata non si sono registrati momenti di tensione. Le luci delle fiaccole hanno accompagnato slogan e striscioni che chiedono il ritiro della decisione e l’apertura di un tavolo di confronto con le parti sociali. Dai manifestanti è arrivato un appello chiaro: salvaguardare la dignità del lavoro e il futuro di una struttura considerata un presidio fondamentale per la sanità del Mezzogiorno.
La mobilitazione di questa sera rappresenta solo uno dei passaggi di una vertenza che appare tutt’altro che chiusa. Sindacati e lavoratori chiedono risposte rapide e concrete, mentre la comunità locale ha dimostrato di voler essere parte attiva nella difesa di Casa Sollievo della Sofferenza e di chi vi lavora.

