Foggia:Malumori nel Pd, obiettivi disattesi e Giunta sotto accusa. Chiesto il rimpasto dell’esecutivo
Cresce la tensione politica a Palazzo di Città. Il Partito Democratico alza il livello dello scontro con l’attuale Giunta comunale, accusata di non aver raggiunto gli obiettivi promessi e di non aver prodotto risultati concreti e positivi per la città di Foggia. Un malcontento ormai esplicito, emerso con forza durante l’ultimo Consiglio comunale, segnato da nervosismi, attriti e da una spaccatura sempre più evidente all’interno della maggioranza.
Dopo oltre cinque ore di acceso dibattito, l’aula ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) 2026-2028 con 21 voti favorevoli e 3 contrari. Il Dup rappresenta lo strumento di guida strategica e operativa dell’Ente, attraverso cui l’amministrazione definisce gli obiettivi di medio periodo e la distribuzione delle risorse necessarie per realizzarli. Articolato nella Sezione Strategica (SeS) e nella Sezione Operativa (SeO), il documento individua come primo grande obiettivo il consolidamento dei servizi istituzionali, generali e di gestione, puntando su un’amministrazione più organizzata, digitale e capace di programmare, monitorare e valutare le proprie azioni.
Tuttavia, al di là delle enunciazioni programmatiche, il Pd denuncia l’assenza di risultati tangibili e una distanza crescente tra gli impegni assunti e la realtà quotidiana della città. Durante il Consiglio non sono mancati momenti di forte tensione, sintomo di una frattura politica ormai evidente. Il capogruppo dem, Lino Dell’Aquila, è rimasto assente per la prima ora dei lavori, un segnale politico letto da molti come un gesto di dissenso verso l’operato dell’esecutivo.
Il Partito Democratico, principale forza della maggioranza, è ormai in rotta di collisione con la Giunta e chiede apertamente un azzeramento dell’esecutivo del cosiddetto “campo largo”, nato all’indomani delle elezioni comunali del 2023. Un assetto che, secondo i dem, non rispecchia più gli attuali equilibri politici, profondamente mutati dopo l’esito delle ultime elezioni regionali.
Da qui la richiesta di un rimpasto di Giunta e di una nuova e più incisiva rappresentanza del Pd nell’esecutivo comunale, ritenuta necessaria per rilanciare l’azione amministrativa e correggere una rotta giudicata fallimentare. Per i democratici, senza un cambio di passo immediato, il rischio è quello di continuare a navigare tra documenti programmatici e buone intenzioni, senza risposte concrete ai bisogni della città.
La partita politica è ormai aperta e il futuro della Giunta appare sempre più legato alla capacità – o meno – di ricomporre una maggioranza oggi attraversata da profonde divisioni.

