Furti nei piccoli centri del Foggiano: quando la criminalità mina la sopravvivenza delle comunità
L’escalation di furti nel Foggiano non è più un fenomeno episodico, ma una vera e propria emergenza sociale e istituzionale. A Stornara, piccolo comune di appena 500 abitanti, in una sola notte sono stati svaligiati sei box e garage, senza contare i colpi messi a segno nelle abitazioni private, spesso appartenenti a persone anziane. Un’ondata criminale che ha scosso profondamente la comunità e messo in allarme l’amministrazione locale.
Il sindaco Roberto Nigro parla apertamente di un territorio lasciato solo. La mancanza di presidi essenziali — come l’ufficio postale chiuso da agosto e lo sportello bancario assente da ottobre a seguito di precedenti episodi criminali — rappresenta una delle prime e più gravi conseguenze di questa spirale di illegalità. La criminalità, infatti, non colpisce solo i beni materiali, ma compromette la qualità della vita, l’accesso ai servizi e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Le criticità: sicurezza assente e istituzioni indebolite
La principale criticità riguarda l’insufficienza delle forze dell’ordine. A Stornara la stazione dei carabinieri conta appena quattro militari, mentre la polizia locale è affidata a un solo agente, supportato saltuariamente da un collega proveniente da un comune vicino. Una presenza simbolica, del tutto inadeguata a fronteggiare un fenomeno criminale sempre più organizzato e spregiudicato.
Questa carenza strutturale produce un effetto domino: meno sicurezza porta alla chiusura dei servizi, la chiusura dei servizi accelera lo spopolamento, e lo spopolamento rende il territorio ancora più vulnerabile. È una spirale che rischia di trasformare i piccoli comuni in luoghi abbandonati, facili prede per la criminalità.
Le complicanze sociali: paura, isolamento e sfiducia
Le conseguenze non sono solo materiali. La paura si insinua nella quotidianità dei cittadini, che arrivano a vivere “barricati in casa”, come denunciato anche dalla sindaca di Ordona, Adalgisa La Torre. Qui, in un comune di circa 3mila abitanti, si registra un aumento dei furti in appartamento, con episodi gravi come il furto di una cassaforte da un’abitazione privata.
Il clima di insicurezza genera isolamento sociale, riduce le relazioni di vicinato e colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani. Nei periodi festivi, tradizionalmente dedicati alla socialità, la paura prende il sopravvento, svuotando le strade e spegnendo la vita comunitaria.
Un’emergenza che richiede risposte immediate
I sindaci si dicono disarmati, costretti a chiedere rinforzi e maggiore attenzione da parte dello Stato. Senza un potenziamento reale degli organici e senza una strategia di presidio del territorio, il rischio è che la criminalità finisca per vincere non solo sul piano dei reati, ma su quello ben più grave della tenuta democratica e sociale delle comunità locali.
Cosa significa che la criminalità “meno urbanizzata” colpisce i box nelle “5 terre” (aree periferiche)?
Quando si parla di criminalità meno urbanizzata, si fa riferimento a gruppi o individui che operano fuori dai grandi centri urbani, spesso in piccoli comuni, zone rurali o periferiche (non le Cinque Terre turistiche, ma le cosiddette “terre marginali” o aree interne).
I furti nei box, garage e depositi indicano:
una criminalità opportunistica, che approfitta della scarsa sorveglianza;
territori poco presidiati dalle forze dell’ordine;
abitazioni isolate o facilmente accessibili;
comunità con minori strumenti di difesa e prevenzione.
È un segnale allarmante perché dimostra che la criminalità si sta radicando anche nei luoghi considerati più tranquilli, colpendo direttamente la vita quotidiana dei cittadini e sfruttando le fragilità strutturali dei piccoli centri.

