AttualitàCronacaManfredoniaPoliticaPuglia

Foggia:Processo “Giù le mani”, la difesa lascia l’aula, tensione in aula scontro tra le parti


FOGGIA – La Mattinata di ieri è stata ad alta tensione nell’aula di tribunale a Foggia, dove era in programma il controesame di Lorenzo Caracciolo, dipendente dell’Ase (Azienda servizi ecologici) e tra i principali accusatori degli ex colleghi Michele e Raffaele Fatone, padre e figlio, noti come i “Racastill”, entrambi imputati nel procedimento.
L’udienza si è però interrotta quasi subito. Alle prime domande poste dalla difesa, il pubblico ministero ha sollevato una serie di obiezioni, accolte integralmente dal giudice Talani. Una decisione che ha innescato la reazione dei legali dei Fatone, i quali, manifestando apertamente il loro dissenso, hanno lasciato l’aula, dichiarandosi pronti ad abbandonare il procedimento.
Un clima di tensione già emerso nelle precedenti udienze
Quello di ieri rappresenta solo l’ultimo episodio di un clima di forte tensione che, secondo la difesa, si trascina da tempo. Già nelle scorse udienze, infatti, gli avvocati degli imputati avevano più volte espresso insofferenza per la gestione del dibattimento, ritenuta sbilanciata a favore dell’ufficio di procura. In particolare, era stato contestato l’accoglimento sistematico delle obiezioni dell’accusa e, al contrario, il rigetto di quelle avanzate dalla difesa.
Il risultato è stato un nulla di fatto sul piano istruttorio: il controesame di Caracciolo non è entrato nel vivo e il processo è stato rinviato a gennaio 2026. Resta ora da capire se gli imputati proseguiranno con gli stessi difensori o se si aprirà una nuova fase anche sul piano della rappresentanza legale.
Il processo “Giù le mani” e le accuse
Il procedimento, noto come processo “Giù le mani”, nasce da cinque filoni investigativi e comprende 14 capi d’imputazione, riferiti a fatti che vanno dal 2019 al 2021.
Al centro dell’inchiesta figura l’ex sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, accusato insieme al fratello Michele detto “Lino” di aver chiesto a Michele Romito un sostegno elettorale al ballottaggio delle amministrative del 2021, in cambio di un interessamento volto a evitare lo smontaggio di una parte del ristorante “Guarda che Luna”. Per questa vicenda Romito risponde di tentata concussione, insieme all’ex assessore Angelo Salvemini, per presunte pressioni esercitate su dirigenti comunali.
Un altro filone riguarda Grazia Romito, sorella di Michele, imputata di falso per aver ottenuto – secondo l’accusa tramite un prestanome – la gestione di un’agenzia funebre, nonostante un’interdittiva antimafia a suo carico. Il presunto prestanome è Luigi Rotolo, anch’egli imputato.
Salvemini è inoltre chiamato a rispondere di corruzione per un presunto scambio di favori con l’ex segretaria comunale Giuliana Galantino, imputata ma anche parte offesa nel procedimento. Secondo l’accusa, Galantino avrebbe ricevuto supporto nella redazione di una nota difensiva in un procedimento per mobbing, in cambio di una decisione favorevole agli interessi di una società riconducibile ai Romito.
Il processo proseguirà nel nuovo anno, tra interrogativi aperti sulla tenuta del dibattimento e sugli sviluppi di una vicenda giudiziaria che continua a segnare profondamente la cronaca giudiziaria del territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *