AttualitàAmbienteMolisePoliticaPuglia

Foggia:Acqua e verità, la senatrice Fallucchi sbotta “Basta populismo e spettacolarizzazione”


È un intervento duro, senza sconti, quello della senatrice Fallucchi, in suo post sui social,che nelle ultime ore ha deciso di rompere il silenzio dopo una serie di dichiarazioni pubbliche giudicate non veritiere e strumentali da parte di diversi esponenti politici. Un’escalation di interventi che, secondo la senatrice, nulla hanno a che fare con la serietà istituzionale e molto con una campagna elettorale permanente fatta di slogan e messinscene.
«Mi aspettavo più serietà – afferma Fallucchi –. La campagna elettorale posso anche capirla, ma questa rappresentazione continua, che ormai sembra una serie TV, è fuori luogo e poco credibile». Parole che pesano come un atto d’accusa verso chi, a suo dire, utilizza temi delicatissimi per visibilità politica, senza affrontare i problemi reali.
Nel mirino finisce anche il presidente Giuseppe Nobiletti, chiamato in causa direttamente per il suo silenzio. «Presidente Nobiletti… pure lei, sul pick-up», scrive con evidente amarezza la senatrice, ricordando di aver tentato un contatto diretto, come ha sempre fatto, senza alcuna mediazione. «Ieri sera ho provato a chiamarla al telefono. Nessuna risposta», sottolinea.
Un atteggiamento che Fallucchi giudica grave, soprattutto considerando l’importanza del tema in discussione: l’acqua. «Negare il confronto è inaccettabile – afferma –. Quando è in gioco una questione fondamentale come questa, il dialogo non è un optional, è un dovere».
Ma il passaggio più forte arriva quando la senatrice indica chiaramente cosa, a suo avviso, andrebbe fatto davvero. «Se oggi siete veramente seri, dovreste andare a protestare a Bari, in via Gentile, per ciò che è di vostra diretta competenza», dichiara, mettendo fine a quella che definisce una sequela di passerelle mediatiche e show teatrali. «Basta spettacoli: non abbiamo ancora capito cosa producano. Qui serve assumersi responsabilità e agire».
Fallucchi rivendica il proprio operato con fermezza: «Ognuno faccia il suo. Io il mio l’ho fatto e lo sto facendo, senza alcuno show». E conclude con un messaggio che suona come un ultimatum politico e morale: «Basta con questo populismo e con questa spettacolarizzazione».
Un intervento che scuote il dibattito e riporta al centro una domanda cruciale: la politica vuole davvero risolvere i problemi o limitarsi a raccontarli, trasformandoli in un palcoscenico?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *