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Foggia:Snodo strategico del traffico di droga indagini su una rete che dal Nord portava lo stupefacente al Sud


La provincia di Foggia sarebbe stata uno dei principali centri di smistamento di un vasto traffico di sostanze stupefacenti che, dal Nord Italia, raggiungeva il Sud grazie anche alla collaborazione di autisti di pullman impegnati in corse di linea interregionali. È quanto emerge dalle investigazioni condotte dagli inquirenti, che stanno ricostruendo una rete articolata e ben organizzata, capace di muovere ingenti quantitativi di droga.
Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni autisti avrebbero svolto un ruolo chiave nel trasporto dello stupefacente, sfruttando le tratte abituali dal Nord al Sud per eludere i controlli. Le indagini dovranno ora chiarire chi fossero i fiancheggiatori locali e se vi fossero anche altri conducenti che facevano sosta nella provincia e nella città di Foggia, contribuendo alla logistica dell’organizzazione criminale.
Gli indagati avrebbero beneficiato della disponibilità di depositi sorvegliati, veri e propri luoghi sicuri dove la droga veniva stoccata e confezionata prima della successiva consegna. Un dettaglio rilevante riguarda la qualità dello stupefacente: la sostanza sarebbe stata distribuita quasi sempre senza essere tagliata, aumentando così il valore e la pericolosità del prodotto immesso sul mercato.
Emblematico, in questo senso, uno dei sequestri effettuati nel corso delle investigazioni: due chili di cocaina provenienti dalla Bolivia che, dalle analisi di laboratorio dei carabinieri, è risultata pura al 96%. Un dato che documenta l’elevato livello qualitativo della droga trattata e conferma la capacità dell’organizzazione di accedere a canali di approvvigionamento internazionali.
Nel corso dei servizi di controllo sui corrieri incaricati di trasportare la droga dal Nord Italia fino a Foggia, gli investigatori hanno inoltre individuato sette indagati residenti in provincia di Parma. Questi ultimi, secondo l’accusa, avrebbero dato vita a un’autonoma rete di spaccio, parallela ma collegata al sistema principale, con un giro d’affari di proporzioni ancora più ampie e tutte da quantificare.
Le indagini proseguono per delineare con precisione ruoli, responsabilità e collegamenti, sia sul territorio foggiano sia nelle altre province coinvolte, con l’obiettivo di smantellare un sistema che avrebbe trasformato Foggia in un nodo centrale del traffico di droga tra Nord e Sud del Paese.

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