Omicidio a San Severo, le criticità di una tragedia annunciata
Un nuovo, grave fatto di sangue ha scosso la città di San Severo nella serata di ieri, venerdì 12 dicembre. Gaetano Cicerale, agricoltore di 49 anni, è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco mentre stava rientrando nella sua masseria, in località Casone, a circa cinque chilometri dal centro abitato. Un episodio che riporta drammaticamente l’attenzione su una serie di criticità irrisolte che interessano il territorio e il mondo agricolo.
La prima, evidente, riguarda la sicurezza nelle aree rurali. Le campagne intorno a San Severo, come in molte zone della Capitanata, sono spesso isolate e poco illuminate, condizioni che rendono agricoltori e residenti bersagli vulnerabili di atti criminali. Chi lavora la terra è costretto a spostarsi all’alba o in tarda serata, spesso da solo, senza adeguate tutele o presidi di controllo costanti.
C’è poi il tema della presenza delle armi e della violenza che continua a segnare il territorio. Un omicidio consumato con un’arma da fuoco, in un contesto apparentemente quotidiano come il rientro a casa dopo il lavoro, alimenta un senso diffuso di paura e insicurezza tra i cittadini, già provati da episodi di criminalità che negli anni hanno colpito l’area.
Un’altra criticità riguarda i tempi di intervento e la difficoltà dei soccorsi in zone periferiche. Le masserie, spesso distanti dal centro urbano, possono trasformarsi in luoghi difficili da raggiungere rapidamente, con conseguenze potenzialmente fatali nei casi di aggressioni o emergenze sanitarie.
Infine, emerge una questione più ampia e strutturale: la solitudine degli agricoltori. Molti lavorano in contesti isolati, con scarsi strumenti di protezione e con la percezione di essere lasciati soli ad affrontare rischi sempre maggiori. La mancanza di una strategia efficace di prevenzione e di un dialogo costante tra istituzioni e comunità rurali contribuisce ad aggravare questa condizione.
L’omicidio di Gaetano Cicerale non è solo una tragedia personale e familiare, ma un campanello d’allarme per l’intera collettività. Chiede risposte concrete in termini di sicurezza, controllo del territorio e sostegno a chi vive e lavora nelle campagne, affinché simili episodi non continuino a ripetersi nel silenzio e nell’indifferenza

