Giustizia a due velocità: perché i tribunali amministrativi corrono e la giustizia penale si arena
In Italia la giustizia continua a muoversi a velocità diverse, generando spesso un senso di frustrazione e disorientamento nei cittadini. Un caso emblematico arriva da Foggia, dove due procedimenti – uno penale e uno amministrativo – mostrano in modo lampante questo squilibrio.
Da un lato, dalla Procura di Foggia si attende ancora la conclusione delle indagini, nonostante le denunce presentate da Un imprenditore e gli interrogatori già effettuati. Il fascicolo è aperto da tempo e, come troppo spesso accade in ambito penale, le procedure si prolungano tra accertamenti tecnici, audizioni, richieste di proroga e carichi di lavoro che rallentano l’avanzamento dell’inchiesta.
Dall’altro lato, davanti alla giustizia amministrativa, il contenzioso nato sulla maxigara da oltre 5,8 milioni di euro del Comune capoluogo, relativa alla fognatura – un appalto misto di servizi tecnici e lavori bandito nel 2023 – si è invece chiuso rapidamente. Il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha definito la vicenda in tempi brevi, confermando ancora una volta la capacità del settore amministrativo di rispondere con una tempistica che la giustizia penale, purtroppo, non riesce a garantire.
Perché questa differenza?
Le ragioni di tale disparità sono strutturali e note da anni:
Carichi di lavoro e organici insufficienti nella giustizia penale
Le procure italiane, specialmente quelle di realtà complesse come Foggia, gestiscono migliaia di procedimenti. La mancanza cronica di magistrati, personale amministrativo e strumenti digitali rallenta inevitabilmente ogni indagine.
Maggior complessità investigativa
Le indagini penali richiedono accertamenti tecnici, acquisizioni di atti, perizie, escussioni di testimoni, intercettazioni. Ogni passaggio richiede tempo e spesso si lega a valutazioni che non possono essere accelerate senza rischiare errori.
La giustizia amministrativa ha meccanismi più snelli
TAR e Consiglio di Stato lavorano prevalentemente su atti amministrativi, spesso con tempi processuali predeterminati e stringenti. I giudici amministrativi, inoltre, sono organizzati in modo da garantire una maggiore uniformità nella gestione dei ricorsi, riducendo le fasi istruttorie.
La natura urgente degli appalti pubblici
Nei casi che riguardano gare e contratti pubblici, il contenzioso deve essere risolto rapidamente per evitare blocchi a lavori e servizi, motivo per cui la normativa prevede corsie preferenziali e tempi certi.
Il risultato: una giustizia “asimmetrica”
E così accade che mentre un’indagine penale resta in sospeso – con tutte le conseguenze sulla vita delle persone coinvolte, sulla trasparenza e sulla fiducia nelle istituzioni – il giudice amministrativo riesce a fornire risposte rapide, certe e definitive.
Il caso foggiano non è un’eccezione, ma l’ennesima dimostrazione di una giustizia a due velocità, che mette in luce l’urgenza di una riforma strutturale del settore penale: più risorse, più personale, più digitalizzazione e procedure più snelle. Perché la giustizia, per essere davvero tale, non può dipendere dal tipo di tribunale che si ha di fronte.

