Esteri:Arresti eccellenti all’ombra dell’UE Federica Mogherini e Stefano Sannino nel mirino della giustizia belga
Una svolta inquietante — e allo stesso tempo spettacolare — scuote le istituzioni europee: fra le tre persone fermate questa mattina nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla European Public Prosecutor’s Office (EPPO) per presunta frode nell’utilizzo di fondi UE, ci sono l’ex Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione, oggi rettrice del College of Europe, e un alto funzionario europeo di lungo corso.
Federica Mogherini, già ministra degli Affari Esteri nel governo italiano e poi capo della diplomazia europea dal 2014 al 2019, è ora rettrice del Collegio di Bruges — l’istituzione accademica vittima del presunto sistema di favoritismi.
Stefano Sannino, ex segretario generale del European External Action Service (EEAS) e attuale direttore generale della Direzione Generale per Medio Oriente e Nord Africa della Commissione Europea, risulta anch’egli fermato.
Le accuse: frode, conflitti di interesse e bando “pilotato”
Secondo quanto riferito da EPPO e dagli inquirenti belgi, l’indagine ruota attorno a un appalto — bandito dall’EEAS nel 2021–2022 — per la creazione di un programma di formazione per diplomatici: la European Union Diplomatic Academy. Il programma è stato assegnato al Collegio di Europa.
Le accuse — al momento ipotetiche, l’inchiesta è agli inizi — includono:
frode negli appalti pubblici;
conflitto di interessi,violazione del segreto professionale.
Nel mirino degli investigatori — secondo quanto riportato — anche la possibilità che il Collegio o alcuni suoi rappresentanti abbiano avuto accesso in anticipo a informazioni riservate relative al bando, oppure che l’appalto sia stato “pilotato” .
Un elemento aggiuntivo di rilievo: nel 2022 il Collegio d’Europa avrebbe acquistato un immobile per 3,2 milioni di euro destinato a ospitare i partecipanti alla Diplomatic Academy, poco prima del bando poi assegnato. Questo dettaglio figura tra gli aspetti sotto esame.
Le operazioni investigative: perquisizioni e fermi
Le operazioni — coordinate da EPPO con l’appoggio della European Anti-Fraud Office (OLAF) — si sono svolte simultaneamente in una mattina di dicembre 2025: perquisizioni agli uffici dell’EEAS a Bruxelles, al Collegio d’Europa a Bruges e nelle abitazioni dei sospettati.
Secondo un testimone, una decina di agenti in borghese sono entrati nella sede dell’EEAS intorno alle 7:30
In totale sono tre le persone fermate per interrogatorio. Tra queste, appunto, Mogherini e Sannino.
Impatti politici e diplomatici: un terremoto per l’UE
La portata del caso è enorme. Si tratta di figure chiave della diplomazia europea — con ruoli rispettati all’interno delle istituzioni di Bruxelles e scuola per le future generazioni di diplomatici. L’ipotesi che l’assegnazione di un programma formativo sia stata manipolata scuote la fiducia nelle procedure interne di uno dei principali “organi” operativi dell’UE.
Fin da ora, diverse capitali e attori geopolitici osservano con interesse la vicenda: il sospetto di conflitti di interesse, favoritismi e corruzione in un contesto delicatissimo come la formazione diplomatica rischia di alimentare critiche sull’integrità dell’apparato diplomatico europeo.
Al momento, né la rettrice del Collegio, né il Collegio stesso, né l’EEAS hanno rilasciato commenti pubblici. Anche la Commissione europea — pur confermando la perquisizione — ha preferito non entrare nel merito, in attesa dello sviluppo delle indagini.
Cosa accade ora: presunzione di innocenza e iter giudiziario
Va sottolineato che quanto emerso finora riguarda ipotesi investigative. L’inchiesta è appena iniziata: i fermati sono in stato di interrogatorio, dovrà essere convalidato il fermo, e toccherà alla magistratura belga e all’EPPO verificare se gli elementi raccolti siano sufficienti per procedere con un’accusa formale.
Nel frattempo, il caso rappresenta un banco di prova importante per la credibilità delle istituzioni comunitarie verso i cittadini europei: dimostrare trasparenza e imparzialità sarà cruciale affinché l’UE non perda credibilità di fronte a accuse di favoritismi interni.

