Puglia Elezioni Regionali:Ricalcolo dei seggi perché i risultati di Eligendo potrebbero cambiare
Ricalcolo dei seggi in Puglia: perché i risultati di Eligendo potrebbero cambiare.I consiglieri calcolati (male) da Eligendo sistema regionale.. Ipotesi alternativa, terzo seggio al Pd di Lecce, a Bari entrano Bottalico e Damascelli, fuori Cera (Foggia)Lega.
Come è accaduto negli altri anni anche questa volta i risultati ufficiosi diffusi dal portale Eligendo rischiano di non corrispondere con quelli reali che saranno proclamati solo dopo le verifiche formali della Corte d’Appello di Bari. Un copione già visto, ma che oggi assume un peso politico rilevante: il ricalcolo potrebbe infatti modificare l’assegnazione territoriale dei seggi all’interno della maggioranza di Antonio Decaro e, sul fronte opposto ,centro destra, ridisegnare gli equilibri interni dell’opposizione guidata da Luigi Lobuono.
La riunione in prefettura e la corsa ai “nuovi conti”
Ieri mattina, in prefettura a Bari, si è svolta una riunione informale proprio per affrontare il tema. Nel frattempo, molti candidati — affiancati dai propri consulenti — hanno già iniziato a rifare i calcoli applicando alla lettera la legge regionale 15/2015.
La composizione complessiva del Consiglio, infatti, non cambia: 29 seggi alla coalizione Decaro e 21 a quella di Lobuono, con il presidente Decaro che assume il ruolo di 51º consigliere. Le criticità emergono invece nel come questi seggi vengono distribuiti tra territori e liste.
Prima criticità: il diverso metodo di calcolo delle percentuali
La legge elettorale pugliese introduce un criterio peculiare: la percentuale delle singole liste non si calcola sui voti di lista, ma sul totale dei voti espressi per i presidenti.
Questa impostazione altera sensibilmente il rapporto tra voti e seggi, soprattutto in quelle coalizioni dove il candidato presidente raccoglie più consensi delle liste collegate. Di fatto, alcune liste risultano “pesate” più del previsto nella proiezione originaria di Eligendo.
Seconda criticità: l’effetto della sentenza “Mazzarano”
A complicare ulteriormente la ripartizione interviene una sentenza del Consiglio di Stato di cinque anni fa, legata a una questione molto tecnica sugli scorrimenti delle graduatorie dei resti.
La decisione — nota come sentenza Mazzarano — ha stabilito un principio che ribalta l’interpretazione finora utilizzata dalla prefettura in casi specifici. Proprio uno di questi casi si ripresenta quest’anno nella distribuzione dei seggi all’interno di Fratelli d’Italia, mettendo nuovamente in discussione l’assegnazione effettuata in via ufficiosa.
Le possibili conseguenze politiche
L’applicazione combinata dei due criteri — metodo di calcolo delle percentuali e corretta gestione degli scorrimenti — produce una ripartizione diversa rispetto a quella pubblicata dal Viminale.
Secondo le ipotesi di ricalcolo attualmente in circolazione:
nel centrosinistra restano confermati 14 seggi al Partito Democratico, 7 alla lista civica Decaro Presidente e 4 ciascuno alle liste Per la Puglia e Movimento 5 Stelle;
le differenze emergono soprattutto nella distribuzione territoriale dei seggi, che potrebbe spostare eletti da una provincia all’altra alterando equilibri locali già molto delicati;
nel centrodestra, invece, la partita è ancora più complessa: il caso di Fratelli d’Italia potrebbe comportare una modifica interna significativa, con possibili esclusioni o ingressi inattesi.
Il nodo politico: incertezza e tensione
La mancata coincidenza tra dati ufficiosi e dati ufficiali alimenta una sensazione di incertezza già percepibile tra candidati e partiti. In molte realtà locali si erano già avviate analisi e valutazioni politiche sulla base dei risultati Eligendo, ma la revisione rischia ora di rimescolare il quadro.
Le prossime settimane saranno decisive: la Corte d’Appello lavorerà alle verifiche, e solo la proclamazione ufficiale chiarirà un quadro che, allo stato attuale, resta ancora fluido e ricco di incognite.

