Puglia Elezioni Regionali:Conte Esulta.Ma Cosa Festeggia Davvero il M5S?
Giuseppe Conte, con i suoi discepoli Furore e Barone, festeggia. Ma a leggere i numeri – quelli veri – c’è ben poco da esultare. La realtà elettorale degli ultimi anni mostra un Movimento 5 Stelle che perde consensi, eletti e centralità ovunque. Un’emorragia lenta ma costante, iniziata proprio con la leadership di Conte e mai più arrestata.
La Puglia: un tracollo evidente
I dati parlano da soli.
● Da 165.000 a 96.000 voti: una perdita secca di 69.000 preferenze.
● Dall’11,1% al 7,2%: un crollo percentuale significativo.
● Da 5 a 4 eletti: il Movimento arretra anche nella rappresentanza.
Nonostante questo ridimensionamento, Conte continua a raccontare di un M5S forte e centrale. Ma le urne dicono altro.
LA CAMPANIA E IL CASO FICO: UN TRIONFO O UN REGALO?
Già, Roberto Fico è governatore della Campania. Qualcuno dalla lista M5S otterrà una poltrona regionale e Conte potrà ripetere il mantra della “opposizione alle destre”.
Ma la domanda è: a che prezzo e con quali meriti?
Il ruolo determinante di De Luca e PD
Bisogna ricordare un dato fondamentale:
nel 2020 De Luca prese il 70%,
sostenuto dal PD e da un M5S che contribuiva a un blocco elettorale che valeva circa l’80%.
Oggi quello stesso blocco è sceso al 60%. Altro che festa: si tratta di un arretramento complessivo, nascosto dietro l’immagine rassicurante di un’elezione già scritta.
Cosa possiamo dire che la verità è che, in Campania, con l’appoggio del PD e della macchina di De Luca sarebbe stato eletto chiunque. E con così pochi voti, il Presidente della Campania continua a essere politicamente De Luca, non Fico.
Un “regalo” del PD?
Diciamolo chiaramente: l’elezione di Fico appare come un gentile regalo politico del PD a Conte.
E in politica non si regala nulla: si dà qualcosa per ottenere molto di più. Dopo i festeggiamenti, il M5S dovrebbe chiedersi che contropartita il PD si aspetta da questo scambio.
IL M5S DI OGGI: COSA NE RESTA?
Il Movimento non era nato per garantire poltrone ai soliti noti. Doveva essere il partito degli “onesti”, della partecipazione, del limite dei mandati, dell’anti-sistema. Ma dopo il progetto “NOVA”, qualcosa si è rotto.
Eliminati i limiti ai mandati.
Silenziato il Garante che tentava di frenare la caduta etica ed elettorale.
Con la sua gestione ha allontanato ogni legame con i valori originari.
Con quale risultato?
Un Movimento snaturato, privo della sua identità fondativa, sempre più dipendente da alleanze di palazzo.
FESTEGGIARE PER COSA?
Il M5S può continuare a festeggiare per qualche poltrona rimasta. Per ora.
La realtà è che gli elettori se ne vanno, i consensi calano e il progetto politico si assottiglia. Conte può vendere l’immagine di un successo, ma i numeri raccontano un’altra storia: quella di un Movimento che perde pezzi ovunque e che sopravvive più per gentili concessioni altrui che per forza propria.

