Bari: Secondo Scontro sulla separazione delle carriere alta tensione al forum per i 25 anni di Repubblica Bari
Clima teso e scambi tutt’altro che concilianti ieri mattina al forum organizzato per celebrare i 25 anni di Repubblica Bari.
Sul palco, il procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, per la seconda volta si trovano a scontrarsi in maniera accesa.Hanno animato un confronto miltonattivo,sulla riforma che prevede la separazione delle carriere dei magistrati, una delle modifiche più discusse dell’attuale agenda di governo.
Sisto: “Una riforma per i cittadini e per un giudice terzo”
Il viceministro Sisto ha difeso con convinzione l’impianto della riforma, respingendo ogni accusa di volontà punitiva nei confronti della magistratura.
Secondo Sisto, il progetto non sarebbe «una riforma contro la magistratura né una riforma politica», ma un intervento “modernizzatore”, pensato per rafforzare la fiducia del cittadino nella giustizia.
La separazione delle carriere, nelle intenzioni del governo, garantirebbe infatti un giudice realmente terzo e imparziale, capace di assicurare maggiore equilibrio e sicurezza all’interno del sistema giudiziario.
Rossi: “Si mira a restituire alla politica uno spazio sottratto dalla magistratura”
Totalmente opposta la lettura del procuratore Rossi, che ha messo in dubbio le reali finalità del provvedimento. Richiamando anche precedenti dichiarazioni del ministro Carlo Nordio, Rossi ha sostenuto che la riforma non avrebbe come obiettivo primario l’imparzialità del giudice, bensì la riconquista da parte della politica di un ruolo che negli anni sarebbe stato colmato dalla magistratura.
Secondo il procuratore Rossi , la separazione delle carriere risponderebbe dunque a una logica di riequilibrio dei poteri non tra giudice e pm, ma tra magistratura e politica, con il rischio di incidere sugli attuali assetti costituzionali.
Due visioni inconciliabili
Il confronto ha mostrato con chiarezza la distanza profonda tra le due posizioni: da un lato una riforma rappresentata come strumento di trasparenza e tutela per il cittadino; dall’altro una lettura critica che intravede nella modifica un tentativo di ridisegnare i rapporti di forza tra poteri dello Stato.
Un dibattito destinato a proseguire, mentre la riforma continua a suscitare reazioni contrastanti dentro e fuori la magistratura.

