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Puglia: Decaro–Emiliano, il retroscena del duello: le intercettazioni che svelano timori, alleanze e pressioni


«Decaro va ridimensionato, sennò ci ucciderà». È una delle frasi più dure emerse dalle intercettazioni dell’inchiesta che il 5 novembre ha portato all’arresto dell’assessore di Modugno Antonio Lopez, facendo emergere un presunto sistema di voto di scambio politico-mafioso legato alle amministrative 2020 e 2024 e alle europee. Parole provenienti da uomini vicini al governatore Michele Emiliano, segno che il conflitto con l’allora sindaco di Bari Antonio Decaro era già esploso molto prima della campagna regionale.
Il ruolo di Cataldo e il “peso” dei voti
Figura centrale delle conversazioni è Sandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale Maurodinoia. A inizio 2024, mentre si preparavano le primarie tra Laforgia e Leccese, Cataldo trattava con entrambi, finché non è stato arrestato per corruzione elettorale. Nonostante i domiciliari, continuava a muovere candidature e liste, in contatto con l’avvocato e presidente di Sud al Centro, Gianlucio Smaldone.
Dalle intercettazioni emerge un rapporto diretto con Emiliano («Alle europee sosterremo quello che dice Michele»), al punto da valutare l’ipotesi di spostare i voti sulla Lega: «Votiamo la Lega», risponde a Smaldone che rifiutava il Pd. Oggi, infatti, sostiene la candidatura leghista di Luigi Lobuono.
Leccese nel mirino: “Un burattino di Decaro”
Parallelamente, Decaro avrebbe imposto che Emiliano non si candidasse al Consiglio regionale, alimentando tensioni interne. Ostilità che colpiscono anche Vito Leccese, accusato da Cataldo di essere «un burattino» nelle mani dell’ex sindaco:
«Quando vince Leccese, vince Decaro e quello ti uccide», dice in una telefonata all’autista di Emiliano, Paolicelli.
Le dichiarazioni di Leccese contro «i trasformisti» avevano già irritato diversi ex centrodestra confluiti nel campo largo. L’ex senatore Michele Boccardi, non coinvolto nell’indagine, commentava: «Noi veniamo presi a calci in faccia», chiedendo l’intervento del governatore. Emiliano convoca così un incontro con Cataldo, Pisicchio (arrestato giorni dopo) e l’assessore Stea.

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