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Puglia: Regionali, candidature “di servizio” e promesse irrealizzabili a San Severo cresce la sfiducia dei cittadini


In queste ultime elezioni regionali si sta assistendo ancora una volta, al fenomeno delle cosiddette candidature di servizio: candidature presentate non tanto per convinzione personale o per una reale possibilità di elezione, quanto per portare voti alla lista o al candidato presidente di riferimento.
Anche a San Severo, secondo molti cittadini, si ripete questo copione. Alcuni candidati – pur essendo consapevoli delle scarse chance di essere eletti – partecipano comunque alla competizione, presentandosi agli elettori con promesse che, secondo la percezione diffusa, risultano difficilmente realizzabili. Una dinamica che appare ancora più evidente per chi ha già ricoperto ruoli pubblici in passato senza, secondo una parte dell’opinione pubblica, aver portato risultati significativi.
Sui social network il malcontento emerge in modo chiaro: numerosi utenti pubblicano commenti e ricordi delle promesse fatte negli anni precedenti e mai concretizzate. Il dibattito online diventa così uno specchio della crescente sfiducia nella politica locale e regionale.
Un cittadino, in un post diventato virale, ha scritto:
“Lui sa di non diventare consigliere regionale, si è candidato per portare voti al candidato presidente De Caro, e in cambio avrà qualche nomina regionale”.
Un’opinione che, pur non verificabile nei suoi dettagli, fotografa bene un sentimento diffuso: quello di una comunità stanca delle promesse disattese e delle logiche interne ai partiti che spesso sembrano lontane dai bisogni reali del territorio.
L’astensionismo come vero avversario politico
Il distacco dalle urne è ormai uno dei temi principali di ogni tornata elettorale. Sempre più cittadini scelgono di non votare, convinti che il proprio contributo non porti alcun cambiamento. Di fronte a un quadro politico percepito come ripetitivo, autoreferenziale e poco concreto, ci si chiede inevitabilmente:
Vincerà anche questa volta il partito dell’astensionismo?
La risposta arriverà solo dopo lo spoglio, ma un dato è certo: la distanza tra cittadini e classe politica si fa ogni anno più profonda. E finché la politica non tornerà a essere uno spazio di credibilità, partecipazione e risultati tangibili, sarà difficile invertire questa tendenza.

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