AttualitàBarlettaCronacaTrani

Barletta; Dimissioni a sorpresa l’assessora Maria Anna Salvemini lascia la giunta dopo l’arresto del fratello

Cosa sta succedendo a Barletta le Dimissioni a sorpresa dell’assessora Maria Anna Salvemini mette nei casini il sindaco.
A Barletta, l’amministrazione guidata dal sindaco Cosimo Cannito affronta una nuova turbolenza: perché l’assessora alla Polizia Locale, Maria Anna Salvemini, ha presentato le proprie dimissioni formalizzandole sia al segretario generale che alla giunta. La decisione presa dopo lo scorso 13 novembre dopo che arrivata la comunicazione nel contesto di un’indagine che ha portato all’arresto del fratello, l’ex vicesindaco Nicola Salvemini, coinvolto in una maxi-operazione di antiriciclaggio legata al clan Clan Sarcina.

Va precisato per correttezza, che il comunicato ufficiale, l’assessora ha chiarito di aver preso la decisione «liberamente e meditata», dichiarando di non sentirsi più in condizione di operare in squadra con la giunta, in un momento di forte tensione politica e personale.

Mentre Il sindaco Cannito, ha dichiarato

“ la scelta di Salvemini un gesto di forte responsabilità e sensibilità umana”, ringraziandola per il contributo dato all’amministrazione e auspicando che, una volta superata la fase personale delicata, possa tornare a un ruolo attivo.

Le implicazioni
L’operazione, condotta dalla squadra mobile della Bat in collaborazione con la Procura di Trani, ha portato all’arresto di 16 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e ricettazione.
Tra gli arrestati figura proprio Nicola Salvemini, che fino a pochi mesi fa era vicesindaco di Barletta e figura di spicco della giunta Cannito. Secondo l’accusa, il suo ruolo sarebbe stato “determinante” nell’indicazione di modalità per restare «sotto soglia» rispetto ai limiti antiriciclaggio, tramite pagamenti in contanti e false assunzioni.
L’inchiesta ha colpito anche l’economia locale: sequestri preventivi sono stati disposti su bar, attività di rivendita, alloggi popolari abusivamente occupati, tutti a Barletta. La Procura ha parlato di un’economia «inquinata» dal riciclaggio di proventi illeciti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *