San Severo(FG):Politica Sanseverese Un Paese Bloccato da Mentalità Provinciali e Individualismo
In un angolo dell’Italia che sembra restare sempre più lontano dalle dinamiche politiche nazionali, il piccolo Comune di San Severo continua a far parlare di sé per le sue scelte politiche e i suoi protagonisti, spesso protagonisti più di lotte di potere che di progetti concreti per il bene del paese. Quello che manca, drammaticamente, è una visione chiara e collettiva, capace di superare l’individualismo che da troppo tempo infetta le dinamiche politiche locali.
Una politica da “stalliere” e non da “visionari”
Si continua a ragionare con mentalità da provinciali. Ogni politico di San Severo punta sul “cavallo” che ritiene vincente, salvo poi trovarsi a fare il “stalliere”, cercando di sistemare le cose senza mai dare un reale contributo al progresso del paese. Questo atteggiamento, che fa del personalismo e dell’interesse individuale il motore della politica, è alla base di una situazione che non sembra mai migliorare.
Il paese sembra intrappolato in un circolo vizioso:
scelte politiche basate su vantaggi personali, su alleanze strategiche dettate dal mero interesse di occupare una poltrona, senza mai pensare al bene collettivo. Si è davvero incapaci di pensare all’interesse della comunità, mentre si cerca costantemente di “salvare il proprio posto al sole”. Le decisioni vengono prese per gioco, con l’obiettivo di risolvere i problemi di bottega, ma senza una visione di lungo termine. Il risultato? San Severo resta un comune immobile, chiuso nel suo provincialismo e incapace di fare quel salto di qualità che tanto ci si aspetterebbe da un paese che ha una lunga tradizione culturale e una posizione geografica strategica.
Una sinistra acefala, senza identità
Nel panorama politico sanseverese, la sinistra sembra essere diventata un mosaico disorganico, privo di una guida forte e coerente. Invece di essere una forza capace di aggregare e di proporre soluzioni innovative per il territorio, essa appare come un’entità disorientata, che si fa vedere più per le lotte intestine che per la sua capacità di proposta politica. La domanda è legittima: è questa una sinistra “articolata”, sinonimo di ampia democrazia di scelta, come molti amano definirla, o piuttosto una sinistra priva di coesione, incapace di elaborare una strategia condivisa?
Ogni esponente del centro-sinistra sembra ormai agire in modo indipendente, appoggiando l’uno o l’altro “candidato” a seconda della convenienza del momento. Non c’è una visione unitaria, ma piuttosto un gioco di alleanze che rasenta la pura tattica. La strategia politica si riduce a evitare che qualcuno “ti rubi il posto” nella lista, senza mai porsi il problema di chi si sta realmente sostenendo o se le proposte avanzate abbiano un valore tangibile per la comunità. Ogni scelta è una pura mossa di sopravvivenza, destinata a perpetuare l’individualismo politico a discapito del bene comune.
L’illusione della “scelta politica” e l’individualismo rampante
Non si può continuare a fare politica in questo modo. È urgente una rivoluzione mentale, un cambio di paradigma che metta al centro l’interesse del paese, e non il vantaggio personale di qualche singolo politico. L’idea di “scelta politica” sembra essere ormai ridotta a una giustificazione per mascherare l’assenza di un progetto vero per il futuro di San Severo. Non basta lanciare slogan o allearsi con chi fa più comodo per ottenere un risultato elettorale: quello che manca è la visione e l’impegno per il progresso della comunità. La politica non può essere solo una lotta per la sopravvivenza, ma un atto di responsabilità collettiva.
La politica locale, come dimostra il panorama sanseverese, è diventata il terreno di gioco dell’individualismo e della gestione del potere per il potere stesso. Quando la politica diventa solo una ricerca di visibilità e di posizioni comode, è chiaro che si è perso il senso della funzione pubblica. Si resta bloccati in un presente stagnante, senza fare il passo decisivo verso il futuro.
Il caos della scelta dei candidati
Arriviamo al cuore del problema: i candidati. L’eterogeneità di proposte nel centro-sinistra non è mai stata sinonimo di una democrazia più ampia e di una maggiore scelta per gli elettori, ma di disorganizzazione e incoerenza. Ogni esponente sostiene un candidato diverso, mosso non dalla visione comune di un progetto, ma dalla paura di rimanere escluso o dal desiderio di garantirsi un ruolo nell’amministrazione. Questa frammentazione non ha fatto altro che aumentare la confusione tra gli elettori, che non si sentono rappresentati da chi si trova a dettare la linea politica.
Se davvero si volesse cambiare, non basterebbe una manciata di promesse elettorali o un “rimpasto” tra i soliti noti.
La soluzione sarebbe quella di rimettere al centro l’interesse del paese, senza le solite logiche personalistiche. Un candidato forte, con una proposta chiara e una visione di lungo periodo, capace di superare le divisioni interne, potrebbe finalmente restituire a San Severo quella vitalità politica e sociale che da troppo tempo manca.
La politica come servizio, non come autopromozione
In definitiva, la politica di San Severo è bloccata dalla mancanza di una vera visione comune, dal personalismo che affligge ogni scelta e dalla carenza di idee per il futuro. La sinistra locale, purtroppo, non è riuscita a capitalizzare su quella che sarebbe la sua forza: la capacità di unire e di pensare per il bene comune. Finché si continuerà a ragionare con la mentalità della “scelta politica” come strumento di autopromozione, piuttosto che come mezzo per costruire un futuro migliore per la città, San Severo rimarrà sempre l’ultimo paese di una delle ultime province d’Italia.
È ora di una vera rivoluzione mentale. Non più politica come strategia per occupare poltrone, ma politica come servizio alla comunità.

