Foggia:Caso Hayat Fatimi, spunta un testimone la Procura rompe il silenzio dopo tre mesi
Foggia – A quasi tre mesi dal brutale omicidio di Hayat Fatimi, la cuoca marocchina di 47 anni uccisa la notte del 7 agosto davanti alla sua abitazione in vico Cibele, emergono nuovi sviluppi nelle indagini. La Procura di Foggia ha reso noto oggi l’esistenza di un testimone oculare dell’accaduto, una figura chiave che potrebbe fornire elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti.
A colpire la donna, secondo l’accusa, sarebbe stato l’ex compagno Tariq El Mefeddel, 46 anni, connazionale della vittima e residente in Italia con regolare permesso di soggiorno. L’uomo era stato fermato a Roma la mattina successiva al femminicidio, dopo una breve fuga.
Il pubblico ministero Vincenzo Maria Bafundi ha ora chiesto al gip di disporre un incidente probatorio, l’atto con cui si “cristallizza” la prova prima del processo. Il testimone sarà quindi ascoltato alla presenza dell’indagato e del suo difensore, l’avvocata Margherita Matrella, e sarà chiamato a effettuare anche un riconoscimento fotografico e di persona del sospettato.
Perché la Procura ne parla solo ora
Fino a oggi la notizia era rimasta riservata. Secondo fonti giudiziarie, la Procura ha deciso di rendere pubblica l’esistenza del testimone solo dopo aver inoltrato l’avviso di richiesta di incidente probatorio alla difesa di El Mefeddel.
Prima di quel momento, infatti, la presenza del testimone era coperta da segreto investigativo, per evitare fughe di notizie che potessero compromettere la sicurezza della persona o l’attendibilità della prova.
Solo quando l’atto è stato formalmente notificato all’indagato e al suo legale – un passaggio previsto dal codice di procedura penale – il segreto è automaticamente venuto meno, permettendo ai magistrati di confermare pubblicamente la novità investigativa.
Un tassello cruciale per l’accusa
La testimonianza, che sarà ora messa al vaglio del giudice, potrebbe costituire un tassello fondamentale nel procedimento contro El Mefeddel. Il racconto diretto di chi avrebbe visto la scena o parte di essa potrebbe chiarire dinamiche finora ricostruite solo attraverso indizi e immagini di videosorveglianza.
Nel frattempo, la comunità marocchina e i cittadini di Foggia attendono con apprensione gli sviluppi dell’inchiesta, in un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica locale e nazionale.

