Marche:Assalto al portavalori sull’A14 piani di fuga pronti e furgone “truccato”. La banda sconvolta dall’intervento dei carabinieri
di [Cesare Bifaro]
Porto Recanati (Macerata) – Due motociclette già pronte per la fuga, caricate su un furgone e scoperte dai carabinieri durante un controllo: è uno dei tasselli che svela la meticolosa pianificazione dell’assalto armato al portavalori avvenuto ieri sull’autostrada A14, nel tratto tra Loreto-Porto Recanati e Civitanova Marche. Un’azione militare, organizzata nei minimi dettagli, ma finita nel caos grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
Nel furgone, oltre alle due moto “pulite”, sono stati trovati chiodi a quattro punte, ricetrasmittenti, un jammer per disturbare le frequenze radio e una cesoia industriale usata per tagliare la recinzione sotto una scaletta autostradale, da cui il gruppo avrebbe dovuto dileguarsi dopo il colpo. Il veicolo stesso è risultato avere telaio rubato due anni fa in Lombardia, nonostante una targa apparentemente regolare: un dettaglio che evidenzia la capacità della banda di muoversi con mezzi camuffati e logistica criminale avanzata.
Secondo la ricostruzione del colonnello Raffaele Ruocco, comandante provinciale dei carabinieri di Macerata, il gruppo era composto da almeno sette persone, divise in due squadre: cinque uomini impegnati direttamente nell’assalto al portavalori e due complici incaricati di gestire la fuga con le motociclette.

L’intervento imprevisto dei militari ha però fatto saltare il piano, costringendo i banditi a disperdersi nelle campagne.
“Vedendo i lampeggianti dei carabinieri – ha spiegato Ruocco – i banditi sono stati costretti ad abbandonare la fuga pianificata e a improvvisare una via di scampo”.
Durante la fuga, i criminali hanno abbandonato tute, passamontagna, giubbotti antiproiettile e scaldacolli, lasciando anche un complice ferito a una gamba, soccorso dal proprietario di un vivaio. Gli altri quattro sono riusciti a rubare un furgone del vivaio e a dileguarsi, mentre tre persone sono finite in manette: due a bordo del furgone con le moto e il ferito, ora piantonato in ospedale ad Ancona.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Macerata Giovanni Fabrizio Narbone, puntano a individuare gli altri membri della banda, che – secondo gli investigatori – proverrebbero dall’area di Cerignola, nel Foggiano, zona già nota per colpi simili ai danni di portavalori e mezzi blindati.

I punti dolenti
Pianificazione paramilitare: l’assalto, con armi semiautomatiche, esplosivo e mezzi predisposti alla fuga, dimostra un livello di organizzazione preoccupante e un know-how criminale importato da gruppi specializzati del Sud.
Veicoli rubati e “ripuliti”: il furgone con targa regolare ma telaio rubato segnala la facilità con cui bande strutturate riescono a eludere i controlli del sistema di immatricolazione.
Uso di tecnologia sofisticata: la presenza di jammer e ricetrasmittenti evidenzia l’impiego di strumenti tecnici mirati a ostacolare le comunicazioni delle forze dell’ordine.
Rischio per la sicurezza pubblica: la scelta di colpire lungo un tratto autostradale trafficato ha esposto automobilisti e conducenti a un pericolo concreto, in un’azione che avrebbe potuto trasformarsi in una strage.
“L’azione era organizzata nei minimi dettagli – ha concluso Ruocco – ma l’intervento tempestivo dei nostri militari ha impedito che l’assalto andasse a segno”.
Le indagini proseguono senza sosta. Gli inquirenti non escludono che la banda possa aver pianificato altri colpi analoghi nel centro Italia, sfruttando le stesse modalità operative.

