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Foggia:La città ostaggio delle baby gang ancora un episodio di violenza nel cuore della movida


Ormai la città sembra essere diventata terreno di conquista per le baby gang, gruppi di adolescenti che, uniti dal branco, si sentono invincibili e autorizzati a trasformare le strade in luoghi di paura. L’ennesimo episodio di violenza è accaduto ieri sera, in un sabato che avrebbe dovuto essere come tanti altri, segnato invece dalla brutalità e dalla sopraffazione di gruppo.
Questa volta, a finire a terra,un ragazzo poco più che maggiorenne.È stato aggredito da un gruppo di minorenni in via Le Maestre, dietro il municipio, nel pieno della movida. Una scena terribile, che ha lasciato sotto choc i presenti.
Secondo la ricostruzione dei fatti, effettuata da una persona che assistito e pubblicato un post sui social, la vittima sarebbe stata colpita con calci, pugni e persino una mazza telescopica “da autodifesa”, mentre cercava invano di spiegare di non aver fatto nulla. “Non ho fatto niente!” ripeteva disperato il giovane, ma i colpi non si fermavano.
A evitare il peggio è stato l’intervento di tre ragazzi, testimoni diretti della scena, che hanno avuto il coraggio di reagire. Due ragazze hanno intimato al gruppo di fermarsi, mentre un uomo si è frapposto fisicamente tra la vittima e gli aggressori. “L’ho guardato negli occhi e lui ha capito che non avevo paura”, ha raccontato in un post sui social l’autore del gesto, che ha poi aiutato il povero sfortunato, a rialzarsi e lo ha accompagnato lontano dal luogo dell’aggressione.
Il pestaggio, raccontato in un post diventato virale, è l’ennesima prova di un fenomeno che non può più essere ignorato. La città è sotto choc, e la rabbia cresce. Se non si interviene ora, con decisione, il rischio è che la paura diventi normalità.
“Se non interveniamo quando vediamo la violenza, perdiamo tutti”, ha scritto il testimone. Parole che risuonano come un monito, perché la violenza non è solo quella di chi colpisce, ma anche quella di chi guarda e tace.
Negli ultimi mesi, episodi simili si sono moltiplicati: aggressioni, atti di bullismo, violenze gratuite nelle zone della movida. Ragazzi sempre più giovani, spesso senza alcuna consapevolezza delle proprie azioni, che si muovono in gruppo alla ricerca di un nemico da colpire, di una vittima su cui esercitare un potere illusorio.
È arrivato il momento di dire basta.
Non bastano più le parole indignate o i post di solidarietà: serve una risposta ferma, istituzionale, educativa e sociale. Servono controlli più efficaci, ma anche percorsi di recupero e prevenzione, perché dietro ogni baby gang si nasconde un vuoto — di regole, di valori, di attenzione.
Le strade della nostra città devono tornare a essere luoghi di incontro, non di paura.
E ogni cittadino, come chi ieri ha avuto il coraggio di intervenire, deve sapere che la sicurezza e la civiltà si difendono anche così: non voltandosi dall’altra parte.

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