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Torna l’ora solare: un’ora in più di sonno e milioni di kilowattora risparmiati


Un’ora in più di sonno e milioni di kilowattora in meno consumati negli ultimi sette mesi. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 dovremo dire addio all’ora legale e tornare a quella solare: alle 3 del mattino le lancette andranno spostate indietro di un’ora, quindi alle 3 saranno di nuovo le 2.
Un gesto semplice, ma che ogni anno segna un cambiamento importante per il nostro ritmo quotidiano — e per il bilancio energetico nazionale.
Sette mesi di risparmi
Secondo le stime diffuse da Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, nei sette mesi di ora legale appena trascorsi il Paese avrebbe risparmiato circa 100 milioni di euro in bolletta, grazie a un minor consumo di 330 milioni di kilowattora di energia elettrica.
Un risultato che corrisponde al fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie e che si traduce anche in un vantaggio ambientale rilevante: circa 160 mila tonnellate di CO₂ in meno immesse in atmosfera.
Un sistema efficace, ma ancora discusso
I numeri confermano l’efficacia dell’ora legale, introdotta per sfruttare al meglio le ore di luce naturale e ridurre il consumo energetico nelle ore serali. Tuttavia, il dibattito sulla sua utilità resta aperto.
Alcuni Paesi europei hanno da tempo abbandonato il doppio cambio d’ora, giudicandolo poco efficace rispetto agli stili di vita moderni e agli attuali modelli di consumo.
In Italia, invece, il sistema resiste, anche grazie ai vantaggi economici e ambientali che continua a garantire. Tuttavia, ogni anno, con l’arrivo dell’autunno e l’avvicinarsi del ritorno all’ora solare, la domanda torna puntuale: ha ancora senso cambiare l’ora due volte l’anno?

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