Puglia: Centro-sinistra in fermento: esclusioni, veti e tensioni interne nelle liste a sostegno di Decaro
BARI – Il clima all’interno del centro-sinistra pugliese si fa sempre più teso, con una serie di esclusioni e divergenze che stanno alimentando malumori e fratture politiche in vista delle prossime elezioni regionali. Le beghe interne e i veti incrociati stanno ridisegnando gli equilibri tra i diversi gruppi della coalizione, generando conflitti che potrebbero riflettersi anche sulle urne.
L’ultima scintilla è arrivata da Stefano Lacatena, consigliere regionale uscente di CON (Con Emiliano), che non sarà ricandidato nelle liste a sostegno di Antonio Decaro. Una decisione che Lacatena ha definito “disumana” e “di una violenza unica”, denunciando pubblicamente quella che ritiene una vera e propria esclusione politica.
«Antonio ha deciso di non volermi candidare e non so perché – ha dichiarato Lacatena in una conferenza stampa a Bari –. È disumano quello che mi è accaduto, un atto di una violenza unica».
Il consigliere uscente ha puntato il dito contro un presunto veto posto da Saverio Tammacco, consigliere regionale di Molfetta e candidato nella lista “Per la Puglia”, dove lo stesso Lacatena avrebbe dovuto trovare spazio.
«Decaro lo usa come scusa – ha aggiunto –. È evidente che un candidato presidente che non riesce a dirimere le questioni di una lista, probabilmente ha fatto delle scelte. Scelte che mi potevano essere comunicate in tempo debito, un mese o due mesi fa, non farmi spegnere lentamente come una candela, tentando di distruggermi politicamente e di distruggere la mia comunità».
Parole dure che lasciano intravedere una profonda frattura all’interno del campo progressista pugliese, già attraversato da tensioni e rivalità personali. Le esclusioni e i veti, infatti, stanno generando reazioni a catena che rischiano di compromettere la compattezza della coalizione proprio alla vigilia di una campagna elettorale cruciale.
Nelle prossime settimane, sarà interessante capire se le forze del centro-sinistra riusciranno a ricomporre le divisioni interne o se, invece, queste dinamiche porteranno alla nascita di nuovi equilibri politici e forse anche di nuove alleanze.

