AttualitàPuglia

Foggia: Giovani scrivono al Prefetto: “Serve un tavolo tecnico contro la criminalità. La città ha bisogno di risposte”


FOGGIA – 17 ottobre 2025 — Un grido d’allarme, ma anche un gesto di coraggio e senso civico. È quello lanciato da un gruppo di giovani foggiani che, nelle scorse ore, ha inviato una lettera formale al Prefetto di Foggia, Giovanni Grieco, denunciando con forza le condizioni di crescente disagio e insicurezza che vive la città. Una denuncia lucida, articolata, priva di toni polemici ma intrisa di una richiesta chiara: attivare urgentemente un tavolo tecnico con tutte le istituzioni competenti per affrontare le conseguenze della criminalità sul territorio.
La lettera-denuncia: “Viviamo in una città ferita, ma non ci arrendiamo”
Nel testo della missiva — che pubblichiamo integralmente in allegato a questo articolo — i giovani firmatari raccontano la loro esperienza quotidiana a Foggia, descrivendo una città “ferita, paralizzata dalla paura e dalla rassegnazione”, dove le attività criminali, dalle estorsioni al traffico di droga, continuano a minare la coesione sociale e lo sviluppo economico.
“Non vogliamo più accettare l’idea che vivere a Foggia significhi convivere con l’illegalità. Siamo stanchi di vedere i nostri coetanei partire e arrendersi, mentre chi resta viene lasciato solo. Chiediamo un intervento forte, condiviso e duraturo”, si legge nella lettera.
La proposta: un tavolo tecnico interistituzionale
I giovani chiedono al Prefetto Grieco di farsi promotore della convocazione di un tavolo tecnico interistituzionale, con la partecipazione di:
Forze dell’ordine e magistratura;
Amministratori locali;
Scuole, università e realtà del terzo settore;
Associazioni giovanili e studentesche;
Rappresentanti del mondo economico e produttivo.
Obiettivo dichiarato: costruire un piano concreto e condiviso per contrastare l’infiltrazione mafiosa, garantire la sicurezza dei cittadini e rilanciare il senso di appartenenza civica, oggi duramente messo alla prova.
La risposta attesa: “Non lasciateci soli”
Quello che i giovani chiedono al Prefetto non è solo una presa d’atto, ma un cambio di passo, in grado di restituire credibilità alle istituzioni e fiducia alla cittadinanza.
“Chiediamo che le istituzioni ci ascoltino, ci includano, ci rendano protagonisti della rinascita della nostra città. Non vogliamo delegare la lotta alla criminalità: vogliamo farne parte.”
Un gesto che rompe il silenzio
In un contesto dove spesso prevale la sfiducia o la rassegnazione, la lettera inviata al Prefetto rappresenta un segnale importante: i giovani di Foggia non intendono più restare in silenzio. Rivendicano il diritto a vivere in una città libera dalla paura, e lanciano un appello che chiama in causa non solo le istituzioni, ma l’intera comunità.
Il precedente: le iniziative civiche e il risveglio della società foggiana
Negli ultimi anni, diverse iniziative civiche, manifestazioni e comitati spontanei hanno cercato di reagire alla morsa della criminalità organizzata nel capoluogo dauno. Questa lettera si inserisce in un movimento più ampio di resistenza civile, che ha visto cittadini, imprenditori, parroci e studenti unirsi per chiedere legalità, trasparenza e giustizia.
Ora tocca alle istituzioni
La palla passa ora al Prefetto Giovanni Grieco, al quale spetta non solo la risposta formale, ma la scelta politica e morale di accogliere l’appello. Attivare un tavolo di confronto reale, concreto, operativo, potrebbe rappresentare una svolta per la città.
Foggia, oggi, non chiede solo sicurezza: chiede ascolto, coinvolgimento, speranza. E soprattutto chiede che le istituzioni siano presenti. Non più come presidi distanti, ma come alleati veri nella battaglia per la legalità.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *