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Foggia, corteo contro il degrado giovanile: “No a violenza, alcol e droghe”


FOGGIA – 17 ottobre 2025 — Una città scossa, ma anche unita nel rifiuto della violenza e del degrado. Questa mattina, migliaia di cittadini, tra cui numerosi genitori, associazioni, rappresentanti della società civile e delle istituzioni, si sono radunati in corteo a Foggia per dire “no” al dilagante fenomeno delle baby gang, al consumo di alcol e droghe tra i giovani e all’esibizione della violenza sui social. Il corteo ha preso il via da Piazza Vittorio Veneto, attraversando le vie del centro fino a Piazza Mercato, proprio il luogo dove, qualche settimana fa, il giovane Andrea Tigre è stato brutalmente aggredito, un episodio che ha gettato un’ombra pesante sulla città e scosso l’opinione pubblica.
Il grido della società civile
Non è la prima volta che Foggia si ribella al degrado sociale e ai comportamenti criminali che minano la sicurezza della città. Già in passato, un comitato di genitori si era formato in risposta ad alcuni tragici incidenti stradali che avevano visto coinvolti adolescenti e giovanissimi, un’iniziativa che aveva visto una forte solidarietà, anche in occasione del brutale omicidio di Alessandro Pepe, vittima di un’aggressione che aveva destato l’indignazione collettiva.
Tuttavia, il caso di Andrea Tigre ha sollevato una nuova ondata di preoccupazione, in particolare tra le famiglie del ceto medio, quelle che più avvertono il rischio che i propri figli possano essere travolti dalla spirale della violenza e dell’alcolismo. La violenza, consumata nel cuore della movida foggiana, è ormai diventata un fenomeno troppo visibile, e i rischi di incrociarsi in modo aggressivo tra diversi gruppi sociali sono palpabili. Tutti, senza esclusione, percepiscono la crescente insicurezza che regna nelle strade della città, dove adolescenti e giovani adulti si scontrano non solo fisicamente, ma anche attraverso i social, dove la violenza viene spesso ostentata come segno di appartenenza o per guadagnare popolarità.
Le voci dei genitori e delle istituzioni
Nel corso del corteo, numerosi presidenti di associazioni e enti locali, tra cui i rappresentanti di Lions Club e Rotary, sono intervenuti, sottolineando la gravità della situazione e chiedendo un impegno concreto da parte delle istituzioni. La dottoressa Marialuisa de Niro, presidente dell’associazione Amici del Viale, ha parlato con grande lucidità dell’emergenza sociale che attraversa la città.
Questo episodio è figlio di un grande disagio sociale che dobbiamo riconoscere e vedere. Dobbiamo cercare di trovare il sistema perché questo disagio venga attenuato. Ci vuole un incrocio tra scuole, famiglie e enti preposti a gestire la vita dei ragazzi. È fondamentale riprendere in mano la città, restituendo il senso di civiltà a tutti i ragazzi che non hanno la fortuna di appartenere a determinati gruppi sociali”, ha dichiarato la de Niro.
La presidente ha poi continuato, facendo appello all’intera comunità: “Andrea è figlio nostro, ma sono figli nostri anche quelli che commettono queste azioni turpi. Come cittadini, come genitori, come nonni, dobbiamo assumerci la responsabilità di questa grande crisi sociale e prendere atto della realtà che viviamo. Dobbiamo unirci, i bravi e i meno bravi, per ridare a Foggia un futuro migliore”.
Un’unità che nasce dalla consapevolezza
L’iniziativa di oggi non è solo un corteo, ma un forte segnale di unità tra le varie componenti della società civile foggiana, che ha deciso di rispondere concretamente alla crescente preoccupazione riguardo la sicurezza dei giovani. La manifestazione ha avuto un forte valore simbolico, dimostrando che l’intera città è stanca di rimanere a guardare mentre il degrado prende piede.
Oltre alla richiesta di maggiore sicurezza, il corteo ha anche sollevato la necessità di interventi strutturali per i giovani, come programmi di prevenzione, sostegno psicologico e maggiore educazione al rispetto della legalità, a partire dalle scuole e dalle famiglie. La città sembra pronta ad affrontare il problema a testa alta, senza più rinunciare alla speranza di un cambiamento.
L’appello alle istituzioni
Il messaggio che arriva dalle strade di Foggia è chiaro: la città non è disposta a cedere alla violenza e alla criminalità. La risposta deve essere corale, coinvolgendo tutte le forze sociali, politiche ed economiche. Solo con un impegno condiviso sarà possibile restituire alla città il senso di sicurezza e di speranza che ora sembra mancare.
Foggia, oggi, ha alzato la voce, chiedendo non solo maggiore sicurezza, ma anche una nuova consapevolezza collettiva: la città ha bisogno di essere protetta, e il futuro delle nuove generazioni è una responsabilità che coinvolge ciascuno di noi.

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