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Foggia: Capitanata tra propaganda e realtà tutto è concesso, tutto si pubblica


In questo periodo di fermento pre-elettorale, in Capitanata sembra che tutto sia concesso, tutto sia lecito, e soprattutto… tutto venga pubblicato. I social sono invasi da post, annunci, inaugurazioni e proclami di politici che, fino a ieri, sembravano disinteressati a temi locali oggi divenuti improvvisamente centrali.
C’è chi inaugura con gran clamore un mini centro commerciale appena fuori dal casello autostradale, chi promette potenziamenti e assunzioni nella Sanitaservice, salvo poi scoprire che una cinquantina dei nuovi assunti hanno legami con la criminalità garganica o precedenti penali. Altri ancora annunciano, con toni trionfali, un presunto rafforzamento delle forze dell’ordine, dimenticando però che questa non è materia di competenza politica diretta, ma dello Stato e delle sue istituzioni.
E non manca chi, in un eccesso di entusiasmo localistico, arriva a proclamare il proprio paese “Città della Cultura”, senza che sia chiaro a quale titolo o con quale riconoscimento ufficiale.

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La propaganda corre più veloce della realtà, e i cittadini non sono rimasti in silenzio. In redazione ci sono arrivate decine di email, SMS, messaggi sui social: proteste, sfoghi, ma anche semplice disillusione. La percezione è quella di una politica lontana dai reali problemi del territorio, e troppo spesso concentrata solo sull’immagine, sul consenso immediato, sulle promesse facili da scrivere ma difficili da mantenere.
Intanto, lo spettro dell’astensionismo aleggia sempre più minaccioso. Le recenti elezioni in Marche e Toscana lo hanno confermato: il vero vincitore, ormai, sembra essere chi decide di non votare. E in Capitanata, dove sfiducia e rassegnazione sono ormai radicate, la partecipazione al voto rischia di essere ulteriormente compromessa.
Vedremo cosa accadrà alle prossime elezioni. Ma il sospetto è che, ancora una volta, più che scegliere il futuro, molti cittadini sceglieranno semplicemente di voltarsi dall’altra parte.

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