Puglia elezioni regionali: Nel PD regna la corsa al protagonismo tutti i candidati, nessun nulla osta
BRINDISI – Nel Partito Democratico pugliese, e in particolare nel Brindisino, sembra che ognuno si senta indispensabile, tanto che fioccano le autocandidature senza attendere il necessario via libera dai livelli regionale o nazionale. Un clima che riflette l’insofferenza alle regole e l’urgente bisogno di ridefinire ruoli e priorità all’interno della coalizione di centrosinistra.
Nel frattempo, si lavora faticosamente per ricomporre le fratture interne, in vista della tornata elettorale che vedrà protagonista Antonio Decaro. A tenere banco sono soprattutto le posizioni di Fabiano Amati, Toni Matarrelli e Mauro Vizzino, al centro di un dibattito che si fa ogni giorno più acceso.
Proprio Fabiano Amati, consigliere regionale e figura del PD, ha provato a gettare acqua sul fuoco. Ieri ha lanciato un appello all’unità della coalizione, proponendo una soluzione condivisa nella definizione delle liste provinciali:
«Una soluzione c’è – ha dichiarato – e non si capisce perché non bisognerebbe perseguirla».
La proposta di Amati mira a garantire equilibrio tra rappresentanza politica e competitività elettorale:
Mauro Vizzino e Alessandro Leoci nella lista “Per Antonio Decaro Presidente”
Toni Matarrelli nella lista “Decaro Presidente”
Fabiano Amati nel Partito Democratico
Un’architettura che – secondo Amati – consentirebbe di “offrire buone possibilità di elezione, riducendo al minimo contrasti e sovrapposizioni”.
Un appello che fa breccia tra gli amministratori locali
La proposta ha già raccolto numerose adesioni tra amministratori e dirigenti locali del centrosinistra, segnale di una certa voglia di normalizzazione. Tra i firmatari figurano i sindaci Giovanni Allegrini, Lorenzo Perrini e Francesco Zaccaria, ma anche dirigenti di circolo come Fabio Sibilio e Mauro Truppa. Hanno aderito anche la presidente del Consiglio comunale di Ostuni, Rosa Parisi, e l’esponente Pd di Carovigno, Michele Lomonaco.
Candidature bloccate, attesa per la direzione regionale
Tuttavia, le frizioni interne continuano a rallentare il processo decisionale. La direzione regionale del PD, che dovrebbe formalizzare le candidature e sciogliere i nodi ancora aperti, non si terrà prima della fine della settimana. Un ritardo che conferma il momento di stallo e l’urgenza di ritrovare una sintesi politica condivisa.
Nel frattempo, ognuno sembra correre per conto proprio, senza attendere né ascoltare, alimentando quella sensazione per cui nel PD tutti si sentono necessari, se non addirittura insostituibili. Ma senza una visione unitaria, anche le ambizioni rischiano di trasformarsi in boomerang politici.

