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Basilicata/Potenza: Universo Salute, sindacati proclamano lo stato di agitazione “Gravi violazioni dei diritti dei lavoratori”


Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione del personale di Universo Salute, denunciando una serie di gravi e reiterate violazioni da parte dell’azienda nei confronti dei lavoratori.
Secondo quanto riferito dai sindacati, l’azienda continua ad agire unilateralmente, eludendo sistematicamente il confronto sindacale e introducendo modifiche organizzative e turnazioni senza alcuna preventiva informazione alle rappresentanze dei lavoratori.
A partire dal mese di ottobre, operatori socio-sanitari e infermieri sono stati sottoposti a nuovi turni di lavoro senza il riconoscimento dei riposi compensativi previsti dal decreto legislativo 66/2003 e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Aiop Rsa.
Le preoccupazioni sindacali si estendono anche al personale tecnico: dall’inizio di novembre, infatti, l’azienda ha annunciato significative variazioni dell’orario di lavoro per i fisioterapisti, con un monte ore settimanale superiore a quello contrattualmente previsto.
Non solo: i sindacati segnalano anche la persistente assegnazione del personale ai reparti senza alcun confronto con le sigle sindacali, ritardi ingiustificati nella convocazione del tavolo bilaterale sull’organizzazione del lavoro — atteso da luglio — e la mancata definizione dell’accordo sull’annullamento del debito orario pregresso.
A peggiorare il quadro, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, vi è l’assenza di riscontri da parte dell’azienda in merito all’attribuzione del premio di produttività, promesso durante l’incontro del 30 luglio 2024.
Le organizzazioni sindacali denunciano un clima di disinteresse e scarsa trasparenza da parte della direzione aziendale, sottolineando come queste pratiche ledano non solo i diritti contrattuali, ma anche la dignità professionale dei lavoratori.
I sindacati chiedono l’immediata riapertura del confronto, il rispetto degli accordi e il ripristino delle corrette relazioni sindacali, riservandosi di attivare ulteriori forme di mobilitazione qualora l’azienda non fornisca risposte concrete e tempestive.

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