Foggia:Consiglio Comunale tra bilanci fantasma, stadi in regalo e partecipate nel caos…” ma tanto non c’era nessuno a guardare”
Ieri al Consiglio Comunale si è celebrata una delle tante sedute in cui, a fare rumore, non sono state le discussioni politiche… ma le sedie vuote del pubblico .Un’aula deserta e nessun cittadino presente a seguire i lavori. E perché mai, direte voi? Forse perché tra streaming sonnacchiosi e interventi poco comprensibili, il Consiglio ormai è diventato più noioso di un tutorial sull’uso del fax.
Come ha ammesso un consigliere, “la diretta ha certamente un contributo”, ma forse servirebbe anche un po’ di chiarezza. E magari anche un po’ di contenuto, che non guasterebbe.
- Il Bilancio Consolidato… e scompaginato
Primo punto all’ordine del giorno: il bilancio consolidato. Approvato con 17 voti. Il minimo sindacale: 50% + 1. Sufficienza stiracchiata, insomma, come quella dell’alunno che si presenta all’esame dopo aver studiato solo il riassunto su Wikipedia.
Ma chi ha votato a favore? Tra i “sì” spuntano anche due ex oppositori, De Sabato e Rignanese, che hanno pensato bene di cambiare sponda e accomodarsi tra le fila della maggioranza. Una sorta di “turismo politico” in cerca di sedute più confortevoli.
E Angiola? Ufficialmente all’opposizione, ma in aula non lo si vede da mesi. Probabilmente ha traslocato con “armi e bagagli” nella corte di Decaro, ma senza avvisare nessuno. O forse ha solo perso l’indirizzo del Consiglio. - Lo Zaccheria e la “concessione-regalo”
Secondo punto: la vicenda dello Stadio Zaccheria, ormai diventata una telenovela con più stagioni di Beautiful. Il Comune ha concesso l’impianto al gruppo Candela con un atto che, secondo molti, è più illegittimo di una bancarella di Rolex tarocchi.
In aula, persino i consiglieri della maggioranza hanno ammesso che la decisione spettava al Consiglio, non alla Giunta. Una rivelazione degna di “Chi l’ha visto?”. Ma tranquilli: tanto la concessione è già fatta. Come si dice? Meglio chiedere scusa che permesso. - Partecipate allo sbando: Amiu, Ataf, Amgas e compagnia bella
Terzo punto: le partecipate. Quelle che dovrebbero garantire servizi essenziali ai cittadini. Peccato che la gestione sia talmente confusa da sembrare un episodio di “Report”, ma girato senza microfoni nascosti.
Amiu Puglia, Am Service, Ataf Spa, Aamgas… più che aziende partecipate sembrano sigle di un quiz a premi, dove nessuno però conosce le risposte. Bilanci opachi, gestione discutibile e un controllo politico che definire “blando” è un eufemismo.
E nel frattempo, i cittadini? Lontani, disillusi, forse persino rassegnati.
Conclusione: partecipazione cercasi (anche solo per finta)
Se ieri qualcuno avesse voluto assistere a una vera rappresentazione della politica locale, sarebbe bastato accendere la diretta del Consiglio. Ma in pochi lo hanno fatto. E come dar loro torto?
In un’aula dove l’opposizione si traveste da maggioranza, le decisioni importanti si prendono per “comodità”, e le aziende partecipate sembrano navi alla deriva, il vero assente ingiustificato è il cittadino.
E mentre i consiglieri discutono di stadi e bilanci come se fossero in salotto, la città resta fuori dalla porta. Ma tranquilli: la diretta c’è. Basta solo trovare la forza di guardarla fino alla fine.

