Borgo Mezzanone(FG): Aggressione nei pressi dell’ex pista del Borgo un morto e un ferito grave
Un senegalese ucciso a coltellate, un cittadino sudanese in rianimazione al Policlinico Riuniti di Foggia. Le indagini sono in corso.
FOGGIA – Ancora sangue e violenza nei pressi dell’ex pista di Borgo Mezzanone, insediamento informale nell’agro del comune di Manfredonia, a pochi chilometri da Foggia. Nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 ottobre, un uomo di nazionalità senegalese è stato ucciso a coltellate, mentre un altro, un 46enne sudanese, è stato gravemente ferito e attualmente si trova ricoverato in rianimazione al Policlinico Riuniti di Foggia.

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, i due uomini sarebbero stati coinvolti in una violenta aggressione all’interno o nelle immediate vicinanze dell’insediamento, noto da anni per le condizioni di estremo degrado e per la presenza di baraccopoli abitate da migranti impiegati come braccianti nei campi della Capitanata.
A lanciare l’allarme sarebbero stati altri residenti abusivi della zona, che avrebbero allertato i soccorsi e le forze dell’ordine. All’arrivo dei sanitari del 118, il cittadino senegalese era già deceduto a causa delle ferite da arma da taglio riportate. Il 46enne sudanese, invece, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Policlinico foggiano, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Indagini in corso
Sul caso stanno indagando i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, che al momento mantengono il massimo riserbo sull’identità delle vittime e sulle possibili dinamiche. Non si esclude alcuna ipotesi: da una lite degenerata a una possibile regolazione di conti all’interno della comunità straniera presente nell’ex pista.
L’area, spesso teatro di tensioni e violenze, è al centro da anni di denunce da parte di associazioni, sindacati e ONG, che chiedono una soluzione strutturale al problema dell’accoglienza e dell’emarginazione dei lavoratori migranti.
Un’emergenza che si ripete
Quello avvenuto la scorsa notte è solo l’ultimo episodio in una lunga scia di violenza che ha riguardato la zona di Borgo Mezzanone. L’ex pista, nata come pista aeroportuale dismessa, si è trasformata negli anni in una vera e propria città invisibile, dove vivono migliaia di persone, spesso prive di documenti regolari, in condizioni igienico-sanitarie critiche e in totale assenza di controllo istituzionale.
Appello delle associazioni
Dura la reazione di alcune realtà del territorio: “Non possiamo più assistere in silenzio a questa strage a bassa intensità che si consuma da anni nei ghetti della Capitanata”, scrive in una nota l’associazione Casa Sankara, impegnata nell’assistenza ai migranti. “Serve un piano immediato di smantellamento dell’ex pista, accompagnato da misure di accoglienza dignitose e alternative abitative reali. La violenza è solo una conseguenza della disumanità”.
Attesa per aggiornamenti
Il 46enne sudanese resta in prognosi riservata. Le sue condizioni sono critiche, ma stabili. La sua eventuale testimonianza potrebbe rivelarsi fondamentale per far luce su quanto accaduto.
Nel frattempo, prosegue il lavoro degli inquirenti per ricostruire la dinamica dell’aggressione, individuare i responsabili e accertare le motivazioni che hanno portato a questa nuova tragedia.
Un altro episodio che accende i riflettori su un’emergenza umanitaria e sociale che sembra non trovare soluzione.

