Foggia:Biblioteca “La Magna Capitana” un’assenza che pesa sulla cultura della città
Ieri pomeriggio, presso il Museo di Storia Naturale, si è tenuta un’assemblea pubblica di forte rilevanza civile e culturale, organizzata dal Comitato per la riapertura della Biblioteca “La Magna Capitana”. Durante l’incontro è stato presentato un dossier dettagliato che denuncia i ritardi nella riqualificazione della sede storica della biblioteca, chiusa da oltre due anni, e mette in luce lo stato di abbandono in cui versa uno dei principali presìdi culturali del territorio.
L’iniziativa, partecipata da cittadini, operatori culturali, rappresentanti delle istituzioni,era presente Rosa Barone assessore regionale e, lavoratori del settore, ha evidenziato un problema che ormai non può più essere ignorato: la paralisi della biblioteca non è solo una questione logistica o amministrativa, ma un vero e proprio segnale del progressivo smantellamento dell’accesso alla cultura pubblica.Mentre ieri sera si svolgeva la festa del PD e si presentava il nuovo candidato presidente Decaro.
Secondo quanto emerso dal dossier, al 4 agosto 2023 i lavoratori e le lavoratrici della “Magna Capitana” si trovano ancora a operare in condizioni provvisorie e inadeguate all’interno del Museo di Storia Naturale. Quest’ultimo, pur essendo uno spazio importante, non è né strutturalmente né funzionalmente in grado di sostituire quello che era il più grande polo bibliotecario della Capitanata. Gli spazi sono insufficienti, i servizi ridotti, le collezioni consultabili solo in parte, e le attività rivolte al pubblico (soprattutto alle scuole e ai più giovani) quasi completamente sospese o fortemente ridimensionate.
La chiusura prolungata della “Magna Capitana” rappresenta una ferita aperta nel tessuto culturale della città.

Non si tratta solo di una biblioteca fisica, ma di un luogo simbolico e concreto di formazione, aggregazione e promozione della lettura, in un territorio che ha già difficoltà ad assicurare presidi culturali accessibili e gratuiti. In un’epoca in cui si parla tanto di rilancio dei territori e di investimenti nella cultura come leva di sviluppo, la realtà raccontata dal Comitato stride con le promesse e i proclami delle amministrazioni.
Il silenzio delle istituzioni, dopo svariati comunicati , è altrettanto preoccupante. Se è vero che i lavori pubblici comportano iter complessi, non si può accettare l’assenza di trasparenza, di chiarezza sui tempi e soprattutto di un dialogo costante con la cittadinanza. La cultura non può essere relegata a elemento marginale dell’agenda politica: una biblioteca chiusa per anni equivale a una generazione privata di stimoli, di opportunità, di futuro.

L’assemblea di oggi è stato un segnale chiaro: la città non intende rassegnarsi. La riapertura della Biblioteca “La Magna Capitana” non può più attendere. Serve un impegno concreto, immediato e pubblico da parte delle istituzioni competenti. La cultura, come la memoria, non va solo celebrata: va mantenuta viva, accessibile e quotidiana.
E non ci si può permettere di chiudere gli occhi su ciò che si è scelto di ignorare per troppo tempo.

