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Puglia:Sanità pugliese, resa dei conti tra Emiliano e Decaro lo scontro si accende sulle nomine ai vertici delle Asl


di Redazione
BARI – Ciò che si temeva, ora accade sotto gli occhi di tutti. Dopo la frattura interna al centrosinistra pugliese consumatasi sulla mancata candidatura di Michele Emiliano , il duello politico tra l’attuale governatore e il suo successore designato, Antonio Decaro, si sposta su un terreno ancor più delicato: le nomine sanitarie.
In gioco c’è il futuro della sanità pugliese, ma anche il controllo degli enti strategici della Regione, in un momento cruciale che precede le elezioni. Al centro dello scontro ci sono cinque direzioni generali di aziende sanitarie locali i cui incarichi scadono a fine mese. Emiliano vuole chiudere il capitolo prima della fine della legislatura, nominando i nuovi vertici. Una mossa che Decaro giudica apertamente inopportuna: si tratta, afferma, di nomine fiduciariamente politiche, che dovrebbero essere di competenza del prossimo governo regionale, visto che avranno validità per i prossimi tre anni.
Il piano Emiliano: nomine lampo prima del voto
Nonostante le tensioni, il processo sembra correre spedito. La commissione esaminatrice, guidata da Piero De Nicolo, presidente di Arca Puglia e uomo vicino a Emiliano, ha già ristretto la rosa a 32 candidati su 75.
La strategia appare chiara: consolidare, prima del voto, la rete di gestione Emiliano. Eppure, il disegno non è così blindato come potrebbe sembrare. Emiliano ha l’obbligo di procedere alle nomine per legge, ma la normativa prevede anche una proroga di 45 giorni dopo la scadenza degli incarichi, un margine che porterebbe la decisione a ridosso delle elezioni, lasciando spazio di manovra al nuovo esecutivo.
Il fronte Decaro: pressing su Roma e veto su Pagano
Dal canto suo, Decaro – forte del sostegno della segreteria nazionale del Partito Democratico guidata da Elly Schlein – non esclude contromosse. Potrebbe, infatti, intervenire per bloccare o rivedere le nomine, specie se dovessero cristallizzare l’influenza emilianiana nel prossimo ciclo politico.
Sullo sfondo, un’altra questione bollente: la nomina dell’assessore alla Sanità. Emiliano spinge per il parlamentare Ubaldo Pagano, figura a lui vicina. Una proposta che Decaro non sembra intenzionato ad accettare, vedendovi un tentativo di mantenere il controllo della sanità pugliese anche dopo la fine del mandato.
Le prime mosse e il risiko degli enti
Nel frattempo, Emiliano ha cominciato a piazzare le sue ultime pedine. A metà settembre, è stato rinnovato per altri cinque anni il mandato di Francesco Ferraro come direttore generale dell’Arif, con un decreto firmato dall’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia – quest’ultimo, però, ritenuto vicino proprio a Decaro. Una scelta che evidenzia come le alleanze siano tutt’altro che granitiche.
Pochi giorni fa, inoltre, la Giunta regionale ha nominato Pietro Netti alla guida dell’Adisu, attingendo da un vecchio albo di idonei in scadenza.
Ma restano ancora congelate le nomine più rilevanti, a cominciare da quelle all’Acquedotto Pugliese, dove il consiglio di amministrazione, guidato da Domenico Laforgia, è scaduto da oltre un anno. Anche in questo caso, lo scontro Emiliano-Decaro ha prodotto un solo risultato: lo stallo.
Il valzer delle nomine sanitarie
Tra i nomi che circolano negli uffici regionali per la sanità, si parla di una promozione per gli attuali commissari:
Vito Gregorio Colacicco alla ASL di Taranto
Tiziana Di Matteo alla ASL BAT
Giuseppe Pasqualone alla ASL di Foggia
All’IRCCS De Bellis di Castellana dovrebbe approdare Alessandro Delledonne, attualmente all’Oncologico di Bari, dove sarebbe sostituito da Fabrizio D’Addario, ex manager di Sanità Service Bari, recentemente “ripescato”.
Una transizione tutt’altro che morbida
Mentre la campagna elettorale prende forma, la Puglia assiste a un conflitto senza esclusione di colpi tra due pesi massimi del centrosinistra. Il rischio è che la transizione da Emiliano a Decaro non sia né morbida né indolore.
La sanità, come spesso accade, diventa terreno di potere, e la sua gestione uno snodo decisivo per gli equilibri futuri. Intanto, l’incertezza regna sovrana, e sul futuro degli enti strategici pugliesi si allunga l’ombra di uno scontro politico ancora lontano dalla sua conclusione.

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