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Centro-sinistra in Puglia, clima da resa dei conti: Decaro scarica Delli Noci, che replica amareggiato


Un altro strappo, un’altra ferita nella già lacerata coalizione di centrosinistra pugliese. A pochi mesi dalle elezioni regionali, il clima interno alla coalizione è tutto fuorché disteso. A scuotere il campo progressista è la decisione del candidato presidente, Antonio Decaro, di escludere l’ex assessore regionale Alessandro Delli Noci dalle liste o, quanto meno, dal novero dei “papabili” per ruoli chiave nella futura squadra.
Una scelta che Delli Noci — ex assessore allo Sviluppo Economico nella giunta Emiliano e figura di riferimento per il Salento — non ha preso affatto bene. Anzi, lo ha fatto sapere pubblicamente, affidando ai social una replica carica di amarezza, ma dai toni misurati e professionali:
“Aggiunto altro dolore. La mia candidatura è ritenuta inopportuna. Ma allora perché non vale lo stesso per tutti quelli che hanno avuto a che fare con la giunta Emiliano, o che hanno gestito fondi regionali e collaborato con dirigenti oggi raggiunti da avvisi di garanzia?”
Delli Noci escluso, ma altri restano: due pesi e due misure?
La domanda che Delli Noci pone non è affatto banale, anzi: è un’accusa neanche troppo velata a un metodo selettivo arbitrario e incoerente, che punisce alcuni e assolve altri, senza un criterio oggettivo. Se il principio guida è quello dell’“inopportunità” politica legata anche solo a un’ombra di contiguità con episodi dubbi, allora — come lascia intendere l’ex assessore — molti nomi attualmente in corsa andrebbero depennati.
L’amarezza dell’escluso è palpabile, ma il suo messaggio è anche una critica strutturale al modo in cui si stanno gestendo le dinamiche interne al centrosinistra pugliese, ormai sempre più frammentato e in preda a tensioni intestine.
Decaro a Foggia, ma il centrosinistra perde pezzi
Il segnale più evidente arriva con l’annuncio della visita di Antonio Decaro a Foggia, venerdì prossimo, per un appuntamento di campagna elettorale. Un gesto che, secondo molti osservatori, sancisce già una serie di scelte precise sulle candidature nei collegi, scavalcando completamente la discussione politica e ignorando le istanze di chi — come Delli Noci — ha fatto parte della macchina amministrativa regionale.
E proprio su questo punto si concentra un’altra critica pesante dell’ex assessore:
“Significa che ha già scelto chi si candiderà, e non importa se hanno avuto a che fare con dirigenti oggi coinvolti in indagini. A me, invece, è stato detto che non è opportuno candidarmi.”
Un centrosinistra che rischia di implodere
Dietro l’esclusione di Delli Noci, però, si nasconde un nervo scoperto che sta mettendo a dura prova l’intera coalizione: il rapporto con la lunga ombra di Michele Emiliano, le sue scelte, i suoi uomini, e l’eredità politica — a tratti tossica — che ha lasciato sul campo.
Se Decaro pensa di vincere smarcandosi dal passato, lo sta facendo con modalità divisive, che rischiano di alienare pezzi interi di elettorato e di classe dirigente, specialmente nel Salento. La sensazione diffusa è che il campo largo, per ora, sia più largo nei litigi che nel consenso.
Il futuro? “Delli Noci metterà i suoi candidati”
Nel finale del suo sfogo, Delli Noci lascia intendere che non resterà a guardare. Con tono fermo ma pacato, scrive:
“Sicuramente metterò i miei candidati alla Regione. Vedremo cosa accadrà.”
Un messaggio chiaro: se il centrosinistra ha deciso di chiudere una porta, c’è chi è pronto ad aprire un’altra. Magari con una lista civica, magari con un progetto parallelo che potrebbe indebolire ulteriormente la già fragile coalizione progressista.
Una campagna che parte col piede sbagliato
La campagna elettorale per le regionali pugliesi del 2025 si apre nel peggiore dei modi per il centrosinistra. L’esclusione di Delli Noci non è solo un caso personale, ma l’emblema di una gestione politica miope, fondata su logiche di esclusione piuttosto che di costruzione.
Se l’obiettivo era un campo largo unito e competitivo, il percorso intrapreso sembra invece condurre verso una frantumazione politica, che rischia di riconsegnare la Regione Puglia al centrodestra.
E tutto questo, prima ancora di iniziare a parlare di programmi.

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