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Centrodestra in Puglia, cresce la frustrazione: “Scelte calate dall’alto? I segretari regionali si dimettano”


In Puglia il centrodestra non solo non ha ancora un candidato presidente a due mesi dalle elezioni regionali, ma si trova anche di fronte a una vera e propria rivolta interna. L’atmosfera è tesa, quasi irrespirabile. La base è stanca, gli amministratori locali sono frustrati, e anche tra i più votati comincia a emergere un malcontento che rischia di sfociare in uno strappo politico senza precedenti.
A far esplodere il malumore è stato un post social, tanto semplice quanto diretto, del consigliere comunale di Margherita di Savoia, Giovanni Leone, il più suffragato del centrodestra nella cittadina salinara. Un vero e proprio sfogo, che sintetizza il sentimento di molti:
“Se il candidato lo decide Roma, i segretari regionali facciano la cosa giusta: vadano a Roma ed in aperto dissenso rassegnino le dimissioni ai loro partiti. La Puglia non ha bisogno di scelte calate dall’alto.”
Parole dure, che segnano una linea di frattura netta tra il vertice nazionale dei partiti e i territori. Perché se c’è una cosa che appare chiara, oggi più che mai, è che nessuno sul territorio vuole subire ancora decisioni imposte, figlie di logiche romane che poco o nulla hanno a che vedere con la realtà pugliese.
Il messaggio di Leone non è isolato: è lo specchio di un malcontento diffuso, che attraversa consiglieri comunali, sindaci, militanti storici e semplici elettori. La linea attendista del centrodestra si è trasformata in assenza vera e propria, lasciando il campo scoperto, congelando la campagna elettorale e – nei fatti – regalando al centrosinistra settimane preziose di vantaggio.
Quello che accade oggi è anche il risultato di errori passati. I fallimenti a Foggia, San Severo e Manfredonia – dove il centrodestra si è presentato diviso o con candidature deboli – pesano come precedenti da non ripetere. Lo sanno tutti. Ma il rischio è che si stia andando dritti verso lo stesso copione, con un candidato deciso all’ultimo minuto, senza condivisione e senza radicamento sul territorio.
In questo quadro, la Puglia diventa un banco di prova per la tenuta della coalizione a livello nazionale. Perché se a Roma i vertici non sapranno ascoltare i territori, il rischio è di produrre una frattura irreparabile. Non solo una sconfitta elettorale, ma una crisi di rappresentanza dentro lo stesso centrodestra pugliese.
Ora più che mai serve una “santa decisione” – come l’ha definita qualcuno tra i dirigenti locali – capace di unire e motivare la coalizione. Serve un candidato che abbia il profilo, la credibilità e la forza per contrastare il centrosinistra e recuperare fiducia tra i cittadini, ma soprattutto serve una scelta condivisa, non imposta.
Le prossime ore saranno decisive. E il centrodestra, se vuole evitare l’ennesima débâcle, dovrà guardare meno a Roma e molto di più alla Puglia.

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