AttualitàCronacaPugliaSindacati

Foggia:I drammatici eventi di suicidio che colpiscono le Forze di polizia impongono una riflessione seria e responsabile.


In tali circostanze, come quella che ha interessato Foggia, riteniamo che – per rispetto dei familiari dei colleghi scomparsi – il silenzio debba rappresentare la priorità assoluta. Ciò non solo per consentire il corretto svolgimento dei doverosi accertamenti in corso, ma anche per scongiurare deduzioni istintive e affrettate che rischiano di individuare responsabilità oggettive senza alcuna cognizione di causa, finendo per strumentalizzare simili tragedie per fini di altra natura. Tuttavia, come organizzazioni sindacali, non possiamo sottrarci al compito di proporre – o meglio sollecitare, e se possibile accelerare – soluzioni concrete e lungimiranti per il benessere di chi indossa la divisa.
In che modo? Chiedendo al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di ampliare e rafforzare l’attuale servizio di psicologia della Polizia di Stato, oggi largamente assorbito dalle indispensabili e delicate attività connesse alle procedure concorsuali e alle selezioni per i nuovi arruolamenti. Tale servizio, pur impegnandosi con dedizione anche al sostegno del personale operativo, risulta inevitabilmente limitato dalla scarsità di figure professionali disponibili. Riteniamo che i tempi siano ormai maturi per un cambiamento: serve una presenza più capillare e continuativa di psicologi della Polizia di Stato presso tutte le Questure e i principali presidi, così come le nostre Segreterie Nazionali hanno già più volte chiesto. Non figure occasionali, ma professionisti stabili, conosciuti dai colleghi e capaci di instaurare un rapporto fiduciario, al pari di quanto avviene con i medici di riferimento.
Un servizio strutturato in questo senso non avrebbe soltanto la funzione di intervenire nei momenti di crisi più gravi, ma potrebbe rappresentare un supporto costante per prevenire il disagio, ascoltare le difficoltà quotidiane – non necessariamente legate all’ambito professionale – e offrire un punto di riferimento riservato, qualificato e competente.
Non si tratta di creare allarmismi né di cercare capri espiatori: si tratta di investire nella salute psicologica di uomini e donne che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese e che troppo spesso si trovano ad affrontare in solitudine fragilità, pressioni e pesi che restano invisibili. Per questo, tramite le nostre Segreterie Nazionali – cui la presente è indirizzata – chiediamo di sensibilizzare ulteriormente il Ministero affinché si apra, e soprattutto si acceleri, un percorso che porti al rafforzamento del servizio di psicologia della Polizia di Stato, con l’incremento di figure professionali stabilmente vicine al personale sul territorio.
È un passo di civiltà, di responsabilità e di rispetto verso chi serve lo Stato con dedizione, affinché nessun collega debba più sentirsi solo di fronte alle proprie difficoltà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *