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Puglia:Liste, soglie e tensioni,la corsa (tutta interna) per il potere in Regione



Elezioni regionali 2025 – Il retroscena della battaglia silenziosa nei partiti del centrosinistra pugliese: tra esclusioni eccellenti, strategie d’apparato e l’incognita delle liste “civetta”

La riorganizzazione imposta da Decaro agita gli equilibri interni. Il rischio di non superare il 4% mette in crisi la lista «Con». E ora tutti cercano un posto sicuro, anche a costo di sacrificare alleanze storiche.

I prossimi giorni saranno decisivi.
Bari – Non è ancora iniziata ufficialmente la campagna elettorale per le regionali del 2025 in Puglia, ma il termometro politico è già oltre il livello di guardia. Mentre i partiti scaldano i motori, si consuma una battaglia silenziosa quanto feroce: quella per la composizione delle liste, vero banco di prova per gli equilibri interni e futuri del centrosinistra regionale.
Nomi di peso come Gianfranco Lopane (assessore al Turismo), Stefano Lacatena (consigliere uscente, area barese) e Rosario Cusmai (riferimento del Foggiano) si ritrovano improvvisamente in una posizione di difficoltà. Le nuove linee imposte da Antonio Decaro, impegnato in una profonda riorganizzazione dell’area progressista, stanno portando a esclusioni, tensioni e nuove alleanze trasversali.
L’incubo del 4% e la lista «Con»
Il vero spettro che agita le notti dei dirigenti è la soglia del 4%, necessaria per accedere alla ripartizione dei seggi in Consiglio regionale. Una soglia che non tutti sono sicuri di superare. In particolare, i vertici della lista «Con» temono di non farcela da soli e cercano disperatamente un accordo con altre forze per garantirsi la sopravvivenza politica.
Il timore è concreto: se «Con» si presenta da sola, senza una rete di sostegno trasversale o voti “amici”, rischia di restare fuori dal Consiglio. Se invece si trova un compromesso – magari con una lista civica collegata a Emiliano o con l’appoggio indiretto del PD – il superamento della soglia diventa più probabile, e con esso la possibilità di condizionare le future scelte della Giunta Decaro.
Liste blindate o spartizione ragionata?
Il nodo politico più spinoso, però, riguarda la composizione interna delle liste. “Se bisogna fare una lista, bisogna farla forte”, spiegano fonti interne. Ma una lista forte significa candidati competitivi, capaci anche di scalzare gli attuali dirigenti. Un rischio che in molti preferirebbero evitare.
Per questo prende piede un’altra ipotesi: inserire un solo candidato per provincia, così da garantire rappresentanza ma evitare scontri interni. È una linea che potrebbe essere seguita anche dai dirigenti dell’ex «Per la Puglia», oggi schierati con Sebastiano Leo, assessore all’Istruzione, che si sta muovendo per costruire una propria lista autonoma. L’obiettivo è chiaro: evitare l’effetto tsunami della “Lista Decaro”, che in molti già considerano la vera sorpresa di queste elezioni.
Un PD obbligato a mettersi in gioco
Nelle prossime settimane sarà chiaro chi riuscirà a ottenere un posto nelle liste e chi resterà fuori. Quel che è certo è che molti esponenti del Partito Democratico dovranno “sporcarsi le mani”, sostenendo con forza la lista del Presidente Michele Emiliano, ma anche partecipando attivamente alla definizione della squadra che dovrà vincere… e poi governare.
Sarà una corsa contro il tempo e contro gli errori. Perché in questa fase, ogni scelta può valere un seggio, un assessorato, o un’intera carriera politica.

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