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Foggia:Torna l’incubo dei roghi tossici fiamme di rifiuti nella notte


Un altro sfregio al territorio, un’altra ferita aperta nel cuore del Foggiano. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre, lungo la Strada Statale 89, a circa due chilometri dal cimitero di Foggia, sono state sversate e incendiate diverse ecoballe. Un episodio grave che ha richiesto l’intervento urgente di più squadre dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale, impegnate per ore nel domare le fiamme, bonificare l’area e mettere in sicurezza la zona.

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Il rogo ha sprigionato una densa nube tossica, visibile anche a distanza, che ha riportato alla memoria l’incubo dei roghi dei rifiuti che da anni affligge il territorio della Capitanata. Ancora una volta, la periferia foggiana si trasforma in discarica abusiva e teatro di azioni criminali a danno dell’ambiente e della salute pubblica.

Le autorità hanno avviato le indagini per identificare la provenienza dei rifiuti e risalire ai responsabili dell’illecito. Non è esclusa la matrice dolosa e organizzata del gesto: la modalità di sversamento e combustione suggerisce un’azione pianificata, inserita in un contesto più ampio di traffici illeciti legati allo smaltimento dei rifiuti.

Questo non è un caso isolato. L’episodio si colloca in una lunga scia di reati ambientali che negli ultimi anni stanno devastando il Foggiano, trasformando intere aree rurali e periferiche in zone a rischio ambientale permanente. Le ecoballe – che dovrebbero essere destinate a impianti autorizzati per il trattamento o il recupero – diventano invece strumenti di inquinamento e pericolo, utilizzati in modo illecito da chi specula sulla gestione dei rifiuti.

Il problema è noto e cronico. Ciò che manca, però, è una risposta strutturata, tempestiva ed efficace. Serve un’azione sinergica tra forze dell’ordine, istituzioni locali, Regione e Ministero dell’Ambiente, per rafforzare il controllo del territorio e colpire duramente chi avvelena la terra e l’aria.

La cittadinanza è stanca. I residenti chiedono sicurezza, tutela della salute e rispetto per un ambiente già troppo martoriato. Ogni nuovo incendio non è solo un crimine ambientale: è un atto ostile contro l’intera comunità.

Foggia non può più permettersi il silenzio e l’indifferenza. Serve un piano straordinario contro i roghi tossici e contro il traffico illecito di rifiuti, prima che l’emergenza diventi irreversibile

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