Lecce:Scontro nel centrosinistra pugliese Morciano risponde a Stefanazzi e riaccende il dibattito sulle candidature e sulla trasparenza nel PD
Nel cuore del dibattito politico pugliese, si accende una nuova miccia che rischia di avere effetti profondi sulle dinamiche interne al Partito Democratico e sull’equilibrio del cosiddetto “campo largo” in vista delle prossime elezioni regionali. Ippazio Morciano, membro della segreteria regionale del PD e consigliere provinciale leccese , è intervenuto con parole dure e chiaramente indirizzate a Alessandro Stefanazzi, parlamentare eletto tra le fila dem, rispondendo con fermezza alle recenti dichiarazioni e alle tensioni emerse attorno alla gestione delle candidature.
La critica: una candidatura “imposta”
Il nodo centrale della questione è la candidatura a parlamentare di Stefanazzi, che secondo Morciano sarebbe avvenuta “illo tempore” a scapito di altre due figure espresse dal territorio leccese e appoggiate dall’assemblea provinciale del PD. Una scelta calata dall’alto, quella di Stefanazzi, resa possibile grazie a un listino bloccato, e che — nelle parole di Morciano — avrebbe “mortificato l’essenza più intima dell’aggettivo democratico” nel partito.
Non si tratta solo di un dissenso formale, ma della messa in discussione della legittimità politica e morale di una rappresentanza parlamentare che, secondo Morciano, non è frutto del consenso popolare o territoriale, bensì di decisioni verticistiche.
Il caso Delli Noci e la posizione del movimento “Con”
Morciano coglie inoltre l’occasione per sollevare un altro nodo sensibile: il ruolo del movimento “Con” e la figura di Alessandro Delli Noci, assessore regionale e leader del movimento civico. Senza nominarlo direttamente, Morciano si chiede se “Con” possa esprimere una candidatura alternativa o se debba rimanere prigioniero di una situazione sospesa, in attesa che la vicenda giudiziaria che riguarda Delli Noci si chiarisca.
Un interrogativo che pesa sul futuro delle alleanze e che sembra voler mettere in guardia da una possibile cristallizzazione delle scelte, dettata più da equilibri interni e da coperture politiche che da una reale volontà di rappresentare le comunità locali.
L’appello all’unità e alla trasparenza
Nonostante la durezza del tono, Morciano chiude il suo intervento con un appello all’unità e al senso di responsabilità: “Il popolo progressista e civico, in questa fase, ha il dovere di contribuire con uno spirito prezioso e unitario, valutando soluzioni alternative con le rispettive comunità ed evitando fratture e divisioni”.
Un messaggio che sembra diretto non solo a Stefanazzi, ma anche ai vertici del partito e ai partner della coalizione, per ricordare che l’obiettivo più ampio — vincere e governare nei territori — può essere messo a rischio da personalismi e decisioni imposte.
Una ferita aperta nel PD pugliese
Le parole di Morciano aprono uno squarcio su tensioni profonde all’interno del PD pugliese e del centrosinistra allargato. La questione delle candidature, delle modalità con cui vengono decise e del rispetto delle istanze territoriali, torna prepotentemente al centro del dibattito, in un momento in cui la costruzione di un fronte largo e credibile è fondamentale per affrontare con successo le prossime regionali.
Il messaggio è chiaro: non si può continuare a parlare di partecipazione e di democrazia se, nei momenti chiave, le decisioni vengono prese ignorando le volontà espresse dalle basi e dalle assemblee locali. La credibilità di un progetto politico passa anche — e soprattutto — da qui.

