Foggia:Giovanbattista Bondesan, 60 anni, presidente dell’associazione di promozione sociale Bethel Italia, con sede legale a Foggia, è stato posto agli arresti domiciliari
Nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile del capoluogo dauno. Giovanbattista Bodesan noto nel panorama del volontariato per essere anche l’ideatore del Movimento Evangelico Famiglie Italiane, è accusato di aver agevolato il principale indagato in un procedimento penale legato allo smercio di esplosivi usati per colpire attività commerciali cittadine.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Bondesan avrebbe falsificato i registri di presenza per far risultare, in modo del tutto fittizio, la partecipazione del giovane indagato alle attività sociali dell’associazione, nell’ambito del percorso di “messa alla prova” disposto in un altro procedimento giudiziario. In particolare, l’uomo avrebbe attestato la presenza del soggetto nella sede dell’ente in orari nei quali, come accertato dagli investigatori, il giovane si trovava altrove.
La condotta contestata a Bondesan è particolarmente grave, in quanto contraria allo spirito stesso della “messa alla prova”, istituto giuridico volto alla rieducazione e alla reintegrazione dell’indagato, che, se portato a termine correttamente, comporta l’estinzione del reato e l’evitamento della condanna penale. L’associazione Bethel Italia, da lui presieduta, è da anni attiva nel settore della solidarietà, occupandosi della distribuzione di beni di prima necessità – alimenti, medicinali, indumenti e coperte – a persone in condizioni di disagio sociale ed economico.
In virtù della sua esperienza nel terzo settore, Bondesan aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, finalizzato a promuovere la stipula di convenzioni tra i tribunali e le sedi locali di Bethel Italia per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità nell’ambito della messa alla prova per adulti. Il protocollo coinvolgeva anche altre realtà associative con cui Bethel collabora da tempo per promuovere solidarietà, mutualità e inclusione sociale.
Tuttavia, proprio in questo contesto, emerge il profilo critico dell’intera vicenda: il principale indagato – colui per cui venivano falsificati i registri – si sarebbe anche appropriato di beni destinati alle finalità solidaristiche dell’associazione, distogliendoli dal loro utilizzo originario a favore di gruppi svantaggiati.
Bondesan è attualmente sottoposto a misura cautelare con l’accusa di falsità materiale e ideologica in atto pubblico, limitatamente agli episodi documentati dagli inquirenti. L’indagine resta aperta e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, anche per chiarire se tali comportamenti siano stati episodi isolati o parte di una prassi più estesa all’interno dell’ente.
Il caso scuote profondamente l’ambiente del volontariato locale, dove Bethel Italia rappresentava fino ad oggi un punto di riferimento per numerose famiglie in difficoltà.

