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Vieste(FG):”Sarà l’ultimo episodio”, dichiara un medico esperto. Ma la sanità in provincia di Foggia continua a sprofondare


Vieste – Un medico con anni di esperienza alle spalle, di fronte all’ennesimo caso critico, interpellato da Youfoggia.con ha dichiarato: “Questo deve essere l’ultimo episodio”. Ma la realtà nella sanità della provincia di Foggia sembra raccontare altro. Un altro episodio drammatico che, forse, si poteva evitare. E che, invece, mette in luce – ancora una volta – le gravi carenze del sistema.
Questa non è una sanità degna di un Paese civile. È la fotografia amara di un sistema al collasso, in cui medici e operatori sanitari sono costretti, quotidianamente, a “intercettare” la gravità clinica dei pazienti, senza sempre poter contare su una struttura organizzativa solida o su risorse adeguate.
Mancano i medici. Ma dove sono quelli che ci sono?
La carenza di personale medico è un problema noto. Ma la domanda, oggi, è un’altra: quanti sono i medici realmente dislocati nella centrale operativa? E ancora: i medici del 118 prestano servizio solo sulle ambulanze o anche nei pronto soccorso, magari con turni aggiuntivi estenuanti?
Domande che chiamano in causa la gestione generale del sistema di emergenza-urgenza. Se i medici devono dividersi tra mezzi di soccorso e ospedali, con carichi di lavoro eccessivi, il rischio di errori o ritardi diventa concreto. E spesso, come in questo caso, può diventare fatale.
Vieste: si poteva evitare?
Un nodo centrale dell’accaduto riguarda il coordinamento tra gli operatori di Vieste e la centrale operativa. C’è stato davvero un confronto? Sono state chieste indicazioni? Le procedure sono state rispettate?
Domande lecite, perché solo una comunicazione tempestiva e strutturata può fare la differenza nei momenti più critici. E solo un sistema sanitario che funziona può garantire il diritto alla salute per tutti.
Una situazione grave. Serve una soluzione, non più scuse.
Quello che è accaduto è grave. Ma non è solo l’episodio in sé a far paura. È il contesto. È l’idea che domani possa succedere di nuovo. È l’immobilismo delle istituzioni, che continuano a promettere, senza risolvere.
Un sistema sanitario non può reggersi sull’eroismo dei singoli. Ha bisogno di risorse, di organizzazione, di investimenti. E di rispetto, per i cittadini e per chi ogni giorno prova, con pochi mezzi e tanta dedizione, a salvarli.

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