Tragedia sulla statale del Gargano: muore una madre per assenza di ambulanze e medici. La denuncia rimasta inascoltata
“Mia madre è morta non per un incidente, ma per essere stata abbandonata da un sistema che decide chi può vivere e chi no”.
È questo il grido disperato di Pasquale, figlio della donna deceduta nella notte tra Mattinata e Vieste, nei pressi della Baia delle Zagare. Una tragedia che poteva – e doveva – essere evitata. Ma che si è consumata a causa di una drammatica carenza di ambulanze, medici e risorse sanitarie, già denunciata da tempo dai sindaci del territorio e ignorata dalla Regione Puglia.
Non è stata la velocità a uccidere, né l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia. A spezzare la vita di una madre è stata l’assenza dello Stato, la totale mancanza di un sistema d’emergenza funzionante in un’area che, nei mesi estivi, accoglie migliaia di turisti ma resta sguarnita di mezzi e personale.
La testimonianza: “Abbiamo chiamato il 118. Nessuna ambulanza disponibile”
Pasquale racconta la lunga notte dell’agonia della madre, iniziata con un malore. “Abbiamo chiamato il 118 – spiega – ma ci hanno detto che tutte le ambulanze di Vieste erano occupate. Dovevamo aspettare quella di Peschici”. Poco dopo, la doccia fredda: anche da lì arriva il messaggio che nessuno vorrebbe sentire. “Portatela voi al pronto soccorso di Vieste”.
Nel panico, la figlia della donna decide di non attendere e carica la madre in auto. A Vieste, però, la situazione non migliora. “Non c’era un medico. Nessuno le ha fatto una vera visita. Ci hanno detto solo: ‘Tornate domani con calma se peggiora’”, denuncia il figlio. Nessun ricovero, nessuna osservazione, nessuna alternativa.
L’agonia, la corsa disperata, la morte
Passa un’ora. Le condizioni della donna peggiorano. Ancora una volta, la famiglia è lasciata sola. Nessuna ambulanza, nessun trasferimento. A quel punto, la figlia riparte verso l’ospedale di San Giovanni Rotondo, nella speranza di trovare cure adeguate. Ma durante il tragitto, il dramma. La donna smette di respirare. Muoiono le speranze, muore la fiducia. Mentre la figlia, nel panico, tenta invano di fermare il tempo.
Un automobilista si ferma, chiama ancora il 118. Questa volta arrivano due ambulanze, da Manfredonia e Mattinata. Troppo tardi. Dopo due ore di tentativi di rianimazione, la madre muore sull’asfalto, in piena notte, in una terra abbandonata.
Le denunce : “Da mesi chiediamo aiuto”
Da tempo i sindaci del Gargano avevano lanciato l’allarme. Vieste, Peschici, Mattinata: comuni che, specialmente d’estate, si trovano a gestire un afflusso enorme di persone, con presidi sanitari ridotti all’osso. Mancano medici, mancano infermieri, mancano ambulanze. La richiesta era chiara: rafforzare il sistema di emergenza-urgenza, aumentare il personale, garantire il diritto alla salute anche in queste aree.
Ma dalla Regione Puglia nessuna risposta concreta. Nessun piano straordinario. Nessun potenziamento estivo. E oggi, su quel silenzio istituzionale, pesa una morte che poteva essere evitata.
Una tragedia annunciata
Come definirla, se non una tragedia immane? Una madre è morta per l’assenza di un medico. È morta per la mancanza di un’ambulanza. È morta per un fallimento collettivo. Non è un caso isolato, ma il simbolo di un sistema sanitario al collasso, incapace di garantire il minimo essenziale nei territori più fragili.
Oggi si piange una donna. Domani potrebbe toccare a chiunque. Perché, in Puglia, non è la malattia a fare paura, ma la certezza che in certi luoghi – in certi momenti – non arriverà nessuno a salvarti.

