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Foggia:Citta sotto assedio rapina violenta in pieno centro. La vittima è la sorella di un tabaccaio


FOGGIA – È una mattina come tante in via Barra, nel cuore del centro cittadino, a pochi passi da Piazza Umberto Giordano. Ma in pochi attimi, l’ordinaria quotidianità si trasforma in un incubo. Una rapina violenta, messa a segno da due giovani a volto scoperto e a bordo di un monopattino, fa piombare nuovamente Foggia nell’incubo della microcriminalità dilagante.
La vittima è la sorella del titolare di una tabaccheria di viale della Repubblica. La donna, che si stava recando a depositare l’incasso della giornata presso un istituto bancario vicino, è stata avvicinata dai due malviventi che l’hanno sorpresa alle spalle. Con uno strattone, l’hanno scaraventata a terra e trascinata per alcuni metri sull’asfalto, fino a quando il manico della borsa si è rotto, permettendo ai rapinatori di impossessarsi del denaro e fuggire via, tra la folla, in sella al monopattino.
Un’azione rapida, brutale, che si è consumata sotto gli occhi attoniti dei passanti. A tentare di fermare i due criminali sono intervenuti due carabinieri in borghese, ma i giovani sono riusciti a dileguarsi tra le vie del centro.
Sul posto sono intervenute immediatamente le volanti della Polizia, che ora stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private per cercare di risalire all’identità dei rapinatori. La vittima, ancora sotto shock e con escoriazioni al corpo, è stata trasportata al pronto soccorso per ricevere le cure necessarie.
Questo ennesimo episodio non è un caso isolato. Foggia sembra ormai in balia di una criminalità diffusa che si muove a viso scoperto, senza timore di agire alla luce del sole. Tra episodi di bullismo, aggressioni in pieno centro, rapine ai danni di commercianti e cittadini, la percezione di sicurezza è ai minimi storici.
Chi lavora onestamente, come i tabaccai – spesso incaricati anche di servizi essenziali per la cittadinanza – si ritrova nel mirino di bande sempre più spavalde. Il silenzio e l’abitudine non possono diventare la norma. Raccontare la verità, anche quando è scomoda, è il primo passo per restituire dignità a una città che merita molto di più.
La paura non può diventare parte del paesaggio urbano. La città ha bisogno di risposte, di presenze costanti, di legalità che non sia solo scritta nei regolamenti ma vissuta nelle strade, ogni giorno.

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