Puglia:Il Pd allo stallo: il Nazareno chiamato a sciogliere il nodo Emiliano-Decaro-Vendola
Non è ancora chiaro se si tratti di una messinscena per spostare consensi, di una tattica per rallentare il centrodestra nell’individuare un candidato forte, o di una vera e propria resa dei conti interna al Pd pugliese. Fatto sta che il nodo tra Michele Emiliano, Nichi Vendola e Antonio Decaro rischia di soffocare ogni margine di decisione. Le discussioni si moltiplicano e il caos cresce. Emiliano non ha alcuna intenzione di farsi mettere da parte, forte di un’area che lo sostiene e non accetterebbe di essere esclusa da chi, come Decaro, punta oggi a prenderne il posto.
Lo stallo è ormai tale che i vertici del Nazareno sono costretti a intervenire. Il tempo stringe: le elezioni regionali in Puglia si terranno a metà novembre, ma a oggi regna l’incertezza. Toccherà con ogni probabilità a Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Partito Democratico, provare a ricomporre le fratture, riportando ordine tra i dirigenti locali e tentando di salvare l’unità del partito.
Il nodo è tutto interno. Emiliano, governatore uscente, non vuole arretrare di un passo: «Immagino di essere candidato al consiglio regionale senza se e senza ma», ripete con fermezza. Rivendica un accordo siglato lo scorso maggio con Decaro, oggi in pole per la presidenza. Ma Decaro, eurodeputato ed ex sindaco di Bari, non è da meno: da mesi ribadisce che, con Emiliano e Vendola in lista, lui si chiama fuori. Un messaggio lanciato prima a porte chiuse, ora anche pubblicamente.
Nel frattempo, il centrodestra osserva e attende. Ogni giorno di paralisi nel campo progressista è un punto guadagnato in termini di strategia politica. In ballo non c’è solo la guida della Puglia, ma anche la credibilità del Pd nazionale in una delle sue regioni simbolo.
Taruffi avrà il compito – tutt’altro che semplice – di mettere attorno allo stesso tavolo mondi che sembrano ormai incompatibili. L’obiettivo è uno solo: evitare che un confronto mai risolto diventi un boomerang elettorale. Per ora, però, resta solo una certezza: se il Nazareno non prenderà in mano la situazione con decisione, lo stallo rischia di diventare implosione

