Roma:Sette Regioni aggiungono 2 assessori l’abbuffata omaggio dal Parlamento
Sette Regioni hanno avuto un regalo dal parlamento aggiungono 2 assessori per coprire altre due richieste dei partiti. Un gentile omaggio dal Parlamento.
Regalo da Roma: dopo le ferie, le meno popolose potranno recepire una nuova legge nazionale. Giunte con due membri in più. I partiti già si scannano.
Per una volta, il rientro dalle ferie d’agosto sarà dolce. Almeno per qualcuno. Nelle stanze della politica regionale, l’aria è cambiata: la notizia è arrivata quasi in sordina, poco prima della pausa estiva, ma sta già facendo discutere. Il Parlamento ha approvato una norma che permette alle Regioni a Statuto ordinario con meno di due milioni di abitanti di nominare due assessori in più rispetto al tetto finora previsto.
Un regalo, appunto. Di quelli che piacciono molto alla politica. Sette Regioni sono direttamente interessate: Basilicata, Umbria, Marche, Molise, Liguria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. Non appena i rispettivi Consigli regionali recepiranno la norma — e basterà una semplice leggina — gli esecutivi potranno allargarsi, creando spazio per nuovi ingressi.
Poltrone che fanno gola
Formalmente, si parla di “migliorare l’efficienza amministrativa”, ma nella sostanza è un’abbuffata di poltrone che i partiti non si faranno scappare. In alcune Regioni, la tensione è già palpabile. Le trattative per chi dovrà entrare in giunta sono iniziate sotto traccia, anche se ufficialmente si rimanda tutto a settembre.
Il tempismo è perfetto: ferie finite, maggioranze da ricompattare, equilibri politici da aggiustare dopo mesi turbolenti.
Quale occasione migliore di due nuovi posti da spartire?
I costi? Un dettaglio
Chi solleva la questione dei costi viene rapidamente zittito. “Si tratta di cifre irrisorie rispetto al bilancio regionale”, è la risposta standard. Ma il tema non è solo economico. In un momento in cui si chiede ai cittadini di stringere la cinghia e si moltiplicano gli appelli alla sobrietà istituzionale, l’estensione delle giunte appare, a molti, come un messaggio poco coerente.
L’opposizione protesta, ma…
Le opposizioni in alcune Regioni gridano allo scandalo, parlano di “spartizione clientelare” e accusano le giunte di voler sistemare trombati e fedelissimi. Ma, sotto sotto, anche tra i banchi dell’opposizione qualcuno intravede margini di trattativa. Con la prospettiva di rientrare in gioco o almeno di ottenere contropartite, le critiche si fanno più sfumate.
Un precedente pericoloso?
Infine, c’è chi guarda oltre: questa norma potrebbe diventare un precedente pericoloso, aprendo la strada a ulteriori ampliamenti degli esecutivi regionali.
Perché limitarsi a due assessori in più?
Se la giustificazione è sempre “l’efficienza”, chi vieta di chiedere ancora?
Intanto, a Roma nessuno sembra voler tornare indietro. Il Parlamento ha fatto il suo regalo estivo. E ora, dalle Alpi alla Sila, c’è chi è pronto a scartarlo con entusiasmo.
Cosa porterà questa decisioni:
In un’Italia dove la politica sembra spesso distante dai problemi concreti dei cittadini, l’aumento del numero di assessori regionali appare come l’ennesimo episodio di autoreferenzialità. Un privilegio concesso in silenzio, lontano dai riflettori. Ma che rischia di accendere nuove polemiche, proprio quando la politica dovrebbe dare segnali di sobrietà e responsabilità.

