Nicola Porro denuncia il sindaco di Bari “Escludere Israele dalla Fiera del Levante è un atto di arroganza provinciale”
Nicola Porro non ci pensa due volte,denuncia il sindaco di Bari con la seguente mitivazione: “Escludere Israele dalla Fiera del Levante è un atto di arroganza provinciale”
La polemica politica investe la Fiera del Levante. Il giornalista e conduttore televisivo di Mediaset ,Nicola Porro annuncia una denuncia contro il sindaco di Bari, Vito Leccese, per la controversa esclusione di Israele dalla prossima edizione della storica manifestazione fieristica.
Nicola Porro, volto noto del talk show televisivo Quarta Repubblica, ha deciso di andare fino in fondo nella battaglia contro quella che definisce una “scelta ideologica e miope”: l’esclusione di Israele dalla Fiera del Levante 2025. Una decisione presa dal sindaco di Bari, Vito Leccese, e che sta già sollevando un’ondata di critiche ben oltre i confini della Puglia.
«Questa non è politica estera, è un atto di arroganza provinciale – ha dichiarato Porro – che riduce un ente, un tempo prestigioso, a cassa di risonanza delle ideologie del primo cittadino. Sono pronto a denunciarlo». Le parole del giornalista sono dure e puntano il dito contro una gestione della Fiera che, a suo dire, tradisce lo spirito originario della manifestazione: essere un ponte tra i popoli, una “Porta d’Oriente” votata allo scambio e alla cooperazione internazionale, non all’esclusione selettiva in base a logiche geopolitiche.
Attacco anche a Frulli: “Lecca i piedi alla politica”

Porro non risparmia nemmeno Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, accusandolo di piegarsi alla linea politica della giunta comunale: «Lecca i piedi alla politica eppure anche lui è alla guida di un’azienda». Un attacco diretto alla gestione manageriale della Fiera, che secondo Porro si starebbe trasformando in un’estensione della politica locale, perdendo di vista la missione economica e culturale dell’ente.

Il peso della cooperazione Israele–Puglia
Al centro della polemica non c’è solo la questione diplomatica. La stessa Ambasciata di Israele in Italia è intervenuta ricordando il lungo rapporto di cooperazione con la Puglia, in particolare nel settore idrico e agricolo. Dalla desalinizzazione all’irrigazione a goccia, molte tecnologie israeliane sono diventate essenziali per l’agricoltura meridionale.
«Gli impianti a goccia degli agricoltori sono stati inventati dagli israeliani – sottolinea Porro – e l’agricoltura italiana è debitrice a Israele. Negare la partecipazione a un Paese che ha contribuito concretamente allo sviluppo agricolo del Sud significa fare un danno diretto alle imprese locali».
Una Fiera sempre più politica?
La questione diventa così anche simbolica: la Fiera del Levante può ancora definirsi un evento internazionale e indipendente, oppure è ormai subordinata alla visione politica dell’amministrazione cittadina? La denuncia di Porro apre un fronte che rischia di scuotere non solo Bari, ma anche il dibattito nazionale sul ruolo degli enti pubblici e sulle scelte che riguardano i rapporti internazionali.
In attesa degli sviluppi legali, la Fiera del Levante si trova al centro di una bufera che potrebbe compromettere la sua reputazione e il suo ruolo storico. Con Israele fuori dai padiglioni, la domanda resta aperta: chi saranno i prossimi esclusi? E a che prezzo per l’economia locale e l’immagine internazionale della Puglia?

