Rottamazione Quinquies 2026: saldo e stralcio per piccoli debiti, maxi rate fino a 10 anni per importi oltre 50mila euro e ipotesi anticipo obbligatorio. Novità, requisiti e scadenze
Il governo sotto pressione di alcuni di alcuni della Lega sta mandando avanti una nuova rottamazione.La Legge di Bilancio 2026 è già in moto e tra le misure fiscali più attese spicca la nuova rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, il quinto intervento straordinario in meno di dieci anni per alleggerire il peso dei debiti fiscali sulle spalle di cittadini e imprese.
Il provvedimento, atteso in bozza per l’inizio di settembre, dovrebbe affiancare la Manovra economica autunnale e introdurre un meccanismo a due velocità in base all’importo complessivo del debito. L’obiettivo dichiarato del Governo è duplice: favorire il recupero di risorse per le casse pubbliche e offrire una via d’uscita sostenibile per chi fatica a saldare le proprie pendenze con il Fisco.
Due binari per il rientro dai debiti
Secondo le prime indiscrezioni, la rottamazione quinquies si articolerà su due livelli di intervento:
Saldo e stralcio per debiti fino a 5.000 euro
Per le persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro e per le imprese in difficoltà economica, si valuta un saldo e stralcio integrale dei debiti iscritti a ruolo fino a 5.000 euro, analogamente a quanto previsto nel 2021.
La misura includerebbe tributi locali, multe stradali e contributi previdenziali non versati, purché notificati entro il 31 dicembre 2023.
Maxi rateizzazione per debiti superiori a 50.000 euro
Per i debiti di importo più elevato, si prevede una rateizzazione fino a 10 anni, ossia 120 rate mensili, con la possibilità di scegliere tra un piano a rate costanti o crescenti.
Il beneficio sarebbe subordinato alla presentazione di una richiesta formale entro un termine fissato (presumibilmente marzo 2026) e all’assenza di gravi irregolarità fiscali pregresse.
Ipotesi anticipo obbligatorio
Una delle novità più discusse è l’ipotesi di un anticipo obbligatorio per accedere alla rottamazione: una prima rata “di ingresso” pari almeno al 10% del debito sanato, da versare al momento della domanda.
La misura, al vaglio del MEF, avrebbe lo scopo di evitare l’effetto “dichiarazione senza seguito” che ha interessato alcune rottamazioni precedenti, con richieste presentate in massa ma poi non perfezionate.
Requisiti e platea interessata
Sebbene i dettagli operativi siano ancora in via di definizione, i requisiti principali dovrebbero includere:
Debiti affidati all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023
Regolarità fiscale negli ultimi due anni per le imprese
ISEE aggiornato per i contribuenti persone fisiche che intendano accedere al saldo e stralcio
Il provvedimento potrebbe interessare oltre 12 milioni di contribuenti, secondo le stime preliminari, con un volume di debiti complessivi iscritti a ruolo superiore ai 1.000 miliardi di euro, dei quali una parte consistente risulta difficilmente esigibile.
Scadenze previste
La finestra temporale per aderire alla rottamazione quinquies dovrebbe aprirsi con la pubblicazione del decreto attuativo (attesa tra ottobre e novembre 2025) e chiudersi indicativamente entro fine marzo 2026.
I primi versamenti sarebbero calendarizzati da giugno 2026, salvo proroghe.
Un’operazione con luci e ombre
Come per i precedenti interventi di sanatoria, anche la rottamazione quinquies solleva interrogativi sulla tenuta dell’equità fiscale, premiando i ritardatari rispetto ai contribuenti virtuosi. Tuttavia, il Governo punta a una logica di “realismo fiscale”: meglio incassare una parte del dovuto, piuttosto che mantenere a bilancio crediti inesigibili.
Il dibattito parlamentare e il confronto con le associazioni di categoria nelle prossime settimane sarà determinante per definire i contorni di una misura destinata ad avere un impatto significativo tanto sulle finanze pubbliche quanto sulla vita quotidiana di milioni di italiani.

