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Puglia:Nodo centrosinistra Decaro in pole, ma la partita è più complicata di quanto sembri


La scelta del candidato governatore del centrosinistra in Puglia resta, a pochi mesi dalle elezioni regionali, una questione ancora aperta. Il nome che mette tutti d’accordo — almeno sulla carta(apparentemente) — è quello di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e oggi eurodeputato PD. Ma proprio il diretto interessato sembra tutt’altro che entusiasta.

Decaro piace a tutti, tranne che a sé stesso
Decaro è considerato il profilo ideale: popolare, moderato, radicato sul territorio e stimato trasversalmente nella coalizione. Eppure, lui non ci sta. A pesare non sarebbe tanto la candidatura in sé, quanto il quadro politico che lo circonda: in particolare, Decaro non vuole trovarsi in lista accanto all’attuale presidente uscente Michele Emiliano, né tantomeno condividere la scena con un ritorno di Nicola Vendola, figura storica della sinistra pugliese.
Secondo fonti interne, Decaro avrebbe addirittura minacciato di restare a Bruxelles, rifiutando la candidatura, nel caso in cui Emiliano o Vendola si presentassero alle regionali — anche solo come candidati consiglieri. Il messaggio è chiaro: o si cambia pagina davvero, o lui non ci sta.

Il silenzio (strategico?) del PD nazionale
Nel frattempo, la segretaria nazionale Elly Schlein sembra voler evitare un’esposizione diretta sulla questione pugliese. A fare da intermediario ci ha provato, senza particolare successo, il capogruppo al Senato Francesco Boccia, che ha già dovuto incassare un nulla di fatto. Il Partito Democratico, almeno per ora, sembra voler giocare di sponda, lasciando che siano i rapporti interni al campo largo a regolare i conti.
Un ruolo determinante potrebbe giocarlo Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha già posto un veto molto netto sulla presenza di Emiliano nella futura coalizione. Una posizione che rafforza Decaro, ma che complica ulteriormente il quadro: tenere insieme PD, M5S, sinistra e civiche, in Puglia, non sarà un’impresa semplice.

Strategia o impasse?
Ma allora, perché il PD ci mette così tanto a decidere? È una strategia attendista, oppure non sanno davvero come uscire dall’impasse?
Secondo alcuni osservatori, la verità sta nel mezzo. Il partito è perfettamente consapevole che Emiliano e Vendola hanno ancora un forte potere elettorale e non vuole correre il rischio di “irrigidirli”, creando fratture che potrebbero essere fatali in una competizione molto combattuta. Dall’altro lato, sa anche che Decaro non accetterà una candidatura se percepirà di essere solo una “foglia di fico” per un’operazione di restaurazione del passato.

Un equilibrio difficile
Sotto la superficie della “sceneggiata”, come la definiscono alcuni addetti ai lavori, si nasconde una vera partita politica, fatta di pesi, veti incrociati e silenzi calcolati. La posta in gioco è alta: la Puglia è una delle poche regioni dove il centrosinistra ha governato ininterrottamente per quasi 20 anni. Perdere oggi significherebbe molto di più che una semplice sconfitta territoriale.
Il tempo però stringe. E la sensazione è che, prima o poi, qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di decidere. Con o senza Decaro. Con o senza Emiliano. Con o senza Vendola.

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