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Bari:Caso AMTAB, la piaga si allarga licenziati cinque dipendenti per assenteismo. L’azienda stringe il cerchio

BARI – Il vaso di Pandora AMTAB sembra non avere fondo. Dopo il terremoto giudiziario che ha scoperchiato nel 2024 le infiltrazioni mafiose nell’azienda partecipata del Comune di Bari, oggi un nuovo scandalo scuote i vertici e l’opinione pubblica: cinque dipendenti, tra cui tre autisti e due operatori d’officina, sono stati licenziati per assenteismo ingiustificato. Sul piano formale risultavano in malattia, con permessi 104 o altri legittimi impedimenti. Nella realtà – documentano indagini interne, appostamenti e pedinamenti – erano impegnati in altre attività, lontano dal posto di lavoro.

La linea adottata dall’amministratore unico, l’avvocato Luca D’Amore, è durissima: tolleranza zero verso l’infedeltà aziendale. L’azione fa parte del percorso di bonifica avviato dopo l’inchiesta Codice Interno, che a febbraio 2024 ha condotto l’AMTAB sotto amministrazione giudiziaria per sospette infiltrazioni mafiose. Ma stavolta non si tratta di interventi su impulso della magistratura: le sanzioni partono da un’iniziativa interna, segno che qualcosa nel sistema di controllo e responsabilità sta finalmente cambiando.

E il caso non si ferma qui. Già nelle scorse settimane il Corriere aveva anticipato l’esistenza di un’indagine parallela sugli ausiliari della sosta. Secondo quanto emerso, alcuni operatori avrebbero agevolato parcheggi gratuiti per commercianti del centro cittadino in cambio di piccoli favori, dal panino al caffè. Le verifiche sono in fase avanzata e si prevede una nuova ondata di provvedimenti.

Un’azienda tra risalita e ombre lunghe

Sul fronte dei numeri, il 2024 racconta una storia diversa. L’AMTAB ha chiuso l’anno con un utile di 4,3 milioni di euro. Il piano di rilancio sembra funzionare: gli abbonamenti agevolati “Muvt” (20 euro l’anno) hanno superato quota 26mila e 700, il numero di passeggeri è salito a 26,6 milioni – più dei livelli pre-Covid – e le multe per evasione tariffaria si sono ridotte drasticamente, passando dalle 5.790 del 2019 alle appena 367 del 2024. Anche i ricavi della sosta sono cresciuti, toccando quota 8,4 milioni di euro.

Eppure, il contrasto è forte: mentre la parte sana dell’azienda guarda avanti, testando bus elettrici per il futuro Brt (Bus Rapid Transit) e prorogando al 10 agosto il bando per l’assunzione di 30 nuovi autisti (ad oggi solo 453 domande ricevute), una parte opaca della macchina pubblica continua a venire a galla.

Non è passata inosservata nemmeno la recente sostituzione del consulente fiscale, dopo oltre vent’anni di incarichi affidati allo stesso professionista, Ruggiero Pierno. Una scelta che si allinea con la linea di discontinuità e trasparenza che l’amministrazione D’Amore sta cercando di imprimere.

: La sfida dell’AMTAB è ancora aperta

Il caso AMTAB non è più solo un tema giudiziario: è diventato un simbolo della difficile lotta per riportare legalità, efficienza e trasparenza all’interno di un’azienda strategica per la città. Con milioni di euro in ballo e un passato recente segnato da ombre inquietanti, ogni passo falso rischia di rimettere in discussione il fragile equilibrio costruito negli ultimi mesi.

Nel frattempo, cinque dipendenti si ritrovano senza lavoro. E questa volta non potranno appellarsi al solito alibi.

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