AttualitàPoliticaPuglia

Regionali 2025, Puglia nodo politico per Conte (e non solo) il caso Decaro agita il centrosinistra

di [Alberto Santucci]

La Puglia torna a essere laboratorio e, insieme, terreno minato per il centrosinistra. Una regione chiave, dove gli equilibri nazionali si riflettono con forza e rischiano di esplodere in aperti conflitti. E al centro del campo di battaglia c’è lui, Antonio Decaro, ex sindaco di Bari, oggi eurodeputato e nome forte del Partito Democratico per la corsa alla presidenza regionale del 2025. Ma non tutto è semplice come appariva qualche settimana fa.

Decaro non ha ancora sciolto la riserva. La sua candidatura veniva data praticamente per certa, già chiusa in una cornice di accordo ampio. Ma il quadro è cambiato – e in modo clamoroso – quando due figure pesanti della politica pugliese, Nichi Vendola e l’attuale presidente Michele Emiliano, hanno annunciato la volontà di candidarsi come consiglieri regionali. Una mossa che ha messo in agitazione il fronte largo del centrosinistra e fatto infuriare proprio Decaro: «Posso pure restare a Bruxelles», ha tuonato da Strasburgo. Parole che sanno di avvertimento politico e che lasciano intendere quanto sia fragile il clima interno.

Conte: una frase, mille letture
A complicare ulteriormente il quadro ci ha pensato Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha lasciato cadere una dichiarazione ambigua quanto significativa:

«In Puglia Decaro come amministratore ha le carte in regola per aspirare a guidare un progetto di rinnovamento. Ma di carte in regola ne abbiamo anche noi».
Un passaggio che suona come una candidatura alternativa, o almeno una disponibilità del M5S a non accettare passivamente una figura imposta. Doppio messaggio: verso il Pd e verso l’alleato, ma anche verso l’interno del Movimento, dove non mancano le spinte a rientrare in partita con un proprio nome.

Pd: strategie, tensioni e attese
Il Partito Democratico, dal canto suo, attende con una certa ansia il sì definitivo di Decaro. La segretaria Elly Schlein lo considera il candidato naturale, anche in nome di una discontinuità con la stagione emilianiana, ormai in chiusura. Ma le pressioni dell’area pugliese rischiano di rendere tutto più complicato.

Il senatore Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato e voce influente nei dossier territoriali, ha provato a mediare:

«Il Pd sta lavorando affinché Decaro accetti la candidatura, onde evitare una sua rinuncia che non sarebbe apprezzata da alcune parti del partito. Ma la scelta spetta alla coalizione: nessuno di noi, se chiamato, può sottrarsi».
Un messaggio chiaro: o Decaro si convince, o si aprono spazi per alternative interne – magari indigeste – e pericolose per la tenuta della coalizione.

Il rischio frammentazione
Il rischio, intanto, è evidente: una frattura nel campo largo, con il Pd da una parte, AVS (con Vendola) dall’altra, e un M5S sempre più tentato da una corsa autonoma o da un nome terzo. L’intervento del Nazareno potrebbe smussare le ambizioni residue di Emiliano, ma non può nulla su Vendola, deciso a presentarsi con la sua Alleanza Verdi-Sinistra.

E non è solo la Puglia a scricchiolare. Anche in Toscana, Marche e Campania, le alleanze faticano a trovare una quadra. In Toscana, in particolare, il M5S osteggia la ricandidatura del presidente uscente Giani, altro segnale che la strategia di Conte è quella del rallentamento tattico: prendere tempo, raffreddare le tensioni, e cercare l’accordo solo ad agosto, quando le carte saranno tutte sul tavolo.

Attesa e nervi tesi
In questo clima incandescente, ogni mossa è pesata con il bilancino. Se Decaro dovesse dire “no”, si aprirebbe un vuoto difficile da colmare e una potenziale crisi con Schlein. Se dicesse “sì”, dovrebbe però vedersela con un campo minato: le ambizioni dei leader locali, l’irritazione dei 5 Stelle, la pressione mediatica, e un elettorato pugliese sempre più disilluso.

Conte osserva, muove pedine, e attende il momento giusto. E intanto il centrosinistra rischia di dividersi proprio là dove era più forte. Puglia docet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *