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Foggia:La Grande Condanna della Corte dei Conti Una Città in Ostaggio dei Debiti del Passato

La bomba caduta in testa al Comune di Foggia ha portato ad una variazione di bilancio che pregiudicheranno una serie di interventi che sono necessari,importanti ben la città.

FOGGIA – Una ferita profonda si riapre nel bilancio della città. La recente condanna da 27,5 milioni di euro inflitta dalla Corte dei Conti per la storica vicenda Amica – la ex municipalizzata per i rifiuti – non è soltanto una questione giuridica: è un colpo durissimo alla speranza di rinascita per Foggia.

Il Comune ha ufficializzato l’impossibilità di investire in opere fondamentali per la comunità: strade, scuole, servizi. L’assestamento di bilancio, approvato dalla maggioranza su proposta del dirigente finanziario Carlo Dicesare, ha cristallizzato la drammatica realtà: dei 18,7 milioni di euro di avanzo disponibile, ben 15.756.860,73 euro saranno accantonati nel fondo contenzioso, destinato a coprire i debiti fuori bilancio derivanti dalla condanna. Appena 2.926.070,30 euro restano disponibili per gli interventi sul territorio. Una somma irrisoria rispetto ai bisogni di una città martoriata da anni di abbandono.

Un caso emblematico di cattiva gestione amministrativa, che oggi presenta un conto salatissimo a chi nulla ha avuto a che fare con le decisioni di allora: i cittadini. Anni di incuria, opacità e scelte sbagliate ricadono ora sulle spalle della collettività, bloccando ogni prospettiva di investimento concreto per il miglioramento urbano.

Come ha sottolineato un eletto del M5S, “questi 900 milioni di euro sono il costo del servizio del verde pubblico in un anno”. Una cifra che dà la misura di quanto l’intera macchina amministrativa venga compromessa da una sentenza che, pur legittima, sancisce il sacrificio di servizi essenziali in favore del ripianamento del passato.

La città di Foggia, già segnata da emergenze sociali e infrastrutture fatiscenti, si vede oggi privata degli strumenti economici per ripartire. È lecito domandarsi: chi pagherà davvero il prezzo di tutto questo? La risposta è chiara: come sempre, i cittadini. Un’intera generazione si ritrova a dover rinunciare a diritti basilari per colpe che non ha commesso.

La politica locale deve ora più che mai dimostrare senso di responsabilità e trasparenza. Ma soprattutto, è tempo che chi ha sbagliato paghi – davvero – e non si continui a chiedere a Foggia l’ennesimo, insopportabile sacrificio.

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