Foggia:La crisi del PD e la difficoltà di Nobiletti il consiglio provinciale “deserto” e l’incertezza politica
L’ennesima sessione del consiglio provinciale si è conclusa con un episodio che non sorprende, ma che evidenzia ancora una volta la crescente frattura all’interno delle forze politiche locali e la difficoltà del Presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, nel navigare un terreno sempre più accidentato. Il Consiglio provinciale, infatti, è andato deserto: il PD e Con, due forze politiche fondamentali per garantire il numero legale e il buon funzionamento dell’assemblea, non si sono presentati. La seduta, convocata per discutere il rendiconto di gestione 2024, ha messo Nobiletti in difficoltà, soprattutto perché l’ordine del giorno comprendeva argomenti cruciali, tra cui alcuni debiti fuori bilancio e altre variazioni al bilancio di previsione, che hanno sollevato preoccupazioni.
Il conflitto interno e la paralisi politica
Il conflitto tra il Presidente Nobiletti e i consiglieri di partito, gestiti da Piemontese e Cusmai, non sembra essere finito, ma continua a rappresentare un ostacolo insormontabile per la coesione e la governabilità. Nobiletti ha cercato di risolvere la questione dei debiti fuori bilancio, inserendoli nella discussione per evitare la responsabilità amministrativa che potrebbe derivare dal mancato tempestivo riconoscimento di questi debiti. La strategia, sebbene intelligente, non ha convinto e, come hanno osservato molti, non è riuscita ad ottenere il risultato sperato.
Il caso del PD: assenze e responsabilità
Il PD, assente alla seduta, ha scelto di non presentarsi al primo appello. In una politica locale già caratterizzata da divisioni interne, la posizione del partito sembra sempre più marginale. Non si tratta solo di una questione procedurale, ma di un segnale politico. Come ha sottolineato Leonardo Cavalieri, esponente del PD, “Nobiletti ci chiede di essere responsabili, ma noi lo chiediamo a lui”. La critica è chiara: se il Presidente non è in grado di gestire la situazione, è lui che dovrebbe fare un passo indietro.
Le parole di Cavalieri rispecchiano un malcontento diffuso all’interno del partito, che sembra non vedere più in Nobiletti la figura capace di risolvere le difficoltà amministrative. Tuttavia, la mancata presenza al consiglio non è un segno di totale disinteresse. I consiglieri PD e Con sembrano essere intenzionati a decidere la loro posizione all’ultimo momento, lasciando aperto un fronte di incertezze per il futuro immediato.
Il bilancio e le responsabilità
Tra i temi in discussione, oltre al già citato rendiconto di gestione, c’era una variazione al bilancio di previsione e l’aggiornamento del Programma triennale dei lavori pubblici. Ma la questione più spinosa riguardava il Documento Unico di Programmazione, un piano che ha sollevato perplessità da più parti. La bocciatura del rendiconto ad aprile aveva già messo in evidenza le difficoltà nell’approvazione dei conti, ma ora la situazione è diventata ancora più critica. La mancata approvazione tempestiva potrebbe esporre gli amministratori provinciali a responsabilità personali.
Nobiletti, nonostante i problemi evidenti, ha tentato di mantenere il controllo. La strategia di spostare alcuni debiti fuori bilancio nel consiglio odierno è stata una mossa intelligente, ma non è riuscita a risolvere la questione. La presenza, in un primo momento, di soli quattro consiglieri, tutti legati alla sua lista, ha evidenziato la difficoltà di garantire la partecipazione necessaria per una seduta valida. Una situazione che mette Nobiletti sotto pressione e che dimostra quanto sia fragile la sua leadership in questa fase.
Cosa succederà domani?
La seconda convocazione, fissata per domani venerdì 1 agosto alle 13, vedrà probabilmente un altro tentativo di raggiungere il numero legale, ma la partita resta apertissima. Saranno sufficienti i quattro consiglieri presenti oggi (tre della lista Nobiletti e uno di Fratelli d’Italia) a garantire la validità della seduta?
È una domanda che, purtroppo, non ha una risposta scontata.
La figura di Antonio Berardi, che da tempo si è distaccato da Forza Italia e ha assunto un ruolo di equilibrio , potrebbe essere determinante. La sua assenza alle sedute, infatti, potrebbe essere un segnale di disillusione o di rifiuto a sostenere Nobiletti, il che indebolirebbe ulteriormente la posizione del Presidente.
Il PD e Con, che potrebbero decidere la loro linea politica a poche ore dalla riunione, sembrano intenzionati a giocare la carta della pressione politica, con l’obiettivo di ottenere un cambiamento nelle dinamiche locali. Le prossime mosse del Presidente Nobiletti saranno decisive: deciderà di andare avanti con la stessa strategia, cercando di ottenere i numeri necessari, o sceglierà di adottare una tattica diversa, forse più conciliatoria, per guadagnare la fiducia dei consiglieri dissidenti?
Le implicazioni politiche
Al di là dei dettagli tecnici e procedurali, quello che sta accadendo è un chiaro segno di instabilità politica, che potrebbe avere ripercussioni anche sul piano regionale. La difficoltà di Nobiletti nel gestire le sue alleanze e nell’approvare temi cruciali come il bilancio, potrebbe minare ulteriormente la sua credibilità, sia tra i consiglieri provinciali che nei confronti dell’opinione pubblica.
Domani, la politica provinciale potrebbe essere chiamata a una svolta: o si trova un accordo che permette a Nobiletti di tornare alla normalità amministrativa, o ci si avvia verso una nuova crisi che potrebbe mettere in discussione l’intera giunta provinciale. L’incertezza resta la grande protagonista di una storia che, forse, non ha ancora trovato il suo epilogo.
Il futuro politico di Nobiletti e del PD, infatti, è tutto da scrivere.

