Bari:Tassa 630, caos in Consiglio Regionale: agricoltori ignorati, tensioni in aula
di [Cesare Bifaro]
BARI — Un’aula consiliare al limite della tensione, urla, proteste e una seduta sospesa. È questo lo scenario che si è consumato ieri nel Consiglio regionale della Puglia durante la discussione sulla cosiddetta “tassa 630”, il controverso contributo imposto agli agricoltori dai consorzi di bonifica. Una vicenda che da mesi infiamma le campagne e che ora incendia anche la politica.
Il punto critico è stato raggiunto quando due emendamenti, presentati per chiedere la sospensione del tributo, sono stati dichiarati inammissibili per assenza di copertura finanziaria. Una motivazione che, pur essendo formalmente corretta, è suonata come una beffa per migliaia di agricoltori già stremati dalla crisi del comparto agricolo, dalla siccità, dalla Xylella e da un sistema di bonifica che in molti casi appare più come un fantasma burocratico che come un servizio efficiente.
Nonostante le proteste, la Giunta regionale ha ribadito che non può legalmente sospendere il pagamento del contributo 630, se non in presenza di “situazioni eccezionali”. Ma cosa deve accadere ancora perché la Regione riconosca l’eccezionalità della condizione in cui versano gli agricoltori pugliesi? Questa domanda è rimasta sospesa, insieme alla seduta, che è stata interrotta dopo momenti di forte tensione culminati nell’allontanamento di uno spettatore dall’aula.
Il caos in Consiglio è il sintomo di una frattura profonda tra istituzioni e cittadini. I consorzi di bonifica, da tempo nel mirino per inefficienze e mancanza di trasparenza, continuano a esigere un tributo che molti agricoltori ritengono illegittimo, soprattutto in assenza di servizi concreti. E mentre la Giunta alza le mani, richiamando i vincoli normativi, il disagio sociale cresce. La politica sembra rassegnata a una tecnocrazia sterile, incapace di farsi carico della realtà economica e umana dei suoi territori.
Siamo davanti all’ennesimo paradosso: Tassa 630, caos in Consiglio Regionale: agricoltori ignorati, tensioni in aula.”Si chiede il pagamento di un contributo senza che il servizio corrispondente venga realmente garantito”. Una logica miope che rischia di trasformare la legittima protesta in tensione sociale diffusa. Nel frattempo, il Consiglio regionale si limita a prendere atto dell’esplosione, senza trovare soluzioni concrete.
Ciò che si è visto in aula non è solo una protesta: è un grido d’allarme di un settore che si sente abbandonato. E finché la politica continuerà a rispondere con cavilli e rimpalli, quel grido sarà destinato a farsi sempre più forte.

